Trapani invittissima di Salvatore Accardi

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Altre scritture 2

Il disinteressato vescovo Vincenzo Ciccolo Rinaldi
Vincenzo era deciso di andare in fondo alla questione e di porre rimedio agli sregolati concubinati, alle “belle senz’anima” e ai dispendiosi matrimoni. La sua non era un’intrusione negli affari civili bensì, un uniformarsi all’innovativa pastorale con rimuovere l’ufficiale di stato civile inesperto.

il duca che difese il volgo
In sette anni e fino al 1754, anno del suo decesso, il viceré è stato tra l’altro fautore della prammatica reale che tutelò i proietti e che regolamentò il parto cesareo di afflitte donne. Inoltre, s’impegnò a bandire i liberi muratori dal Regno, sebbene ritornarono con il viceré Francesco d’Aquino principe di Caramanico, gran maestro della Loggia palermitana.

Il festino del 16 agosto descritto da Fortunato Mondello
Il 10 agosto 1299 era stata decretata da Federico II una solenne fiera nel piano del santuario, la quale rinnovatasi in aprile per quindici giorni. Dallo stesso sovrano nel 1315 veniva prescritto da Messina che il tempo della fiera fissavasi soltanto in agosto, in cui si celebra l’annuo festino popolare. Questa fiera venne posteriormente abolita.

Il sarcasmo di William Henry Smith
In viaggiatore disapprova alcuni riti sacri e la credenza nei santi confrontandoli con quelli pagani. Sostenitore della primaria cristianità avulsa a decadenti processioni penitenziali e propiziatorie ancora celebrate, Smith afferma che le sue osservazioni sono il risultato della sua attenta considerazione “non dettata da un sentimento indisponente o intollerante” (not are they dictated by any unfriendly or intolerant feeling).

il sigillo della lettera nascosta
Orazio Girolamo Floresta avvalorava la sua discendenza consanguinea a nove cavalieri “Floresta e Collongue “ desunta dai “rolle des Chevaliers de la Venerable Langue de Provence” (riconosciuta da Francesco Ximenez de Texada di Malta) necessaria per ottenere la carica di “Capitano di Giustizia” di Trapani che mantenne per due volte dal 1780 al 1784.

il venerabile fra Santo di San Domenico
la biografia del beato nella narrazione di Begnigno da Santa Caterina

L'Immacolata
descrizione della festività dell'Immacolata di Fortunato Mondello

l'arte nel presepio
libretto di Fortunato Mondello sugli scultori di statuette di presepe

la cappella dei barbieri nella chiesa di Santo Spirito
Oltre l’uso del luogo sacro per exercere et omnia alia exercitiam spiritualia facere, i due sacerdoti alimentarono nei barbieri il culto dell’immagine dello Spirito Santo, dei Santi Cosma e Damiano e di San Giacomo minore permettendo all’intera arte l’uso della cappella dove seppellire i mastri.

La congregazione della Ficarella
Questa Congregazione del Crocifisso appellata con altro nome la Ficarella, venne fondata circa all’anno 1660. per lo spazio di anni quattro dimorò nel chiostro del convento dell’Itria de’ padri Agostiniani scalzi, in una stanza terrana, accomodata ad oratorio. Ma poi ritornò una altra volta in San Domenico, da dove si era partita.

La congregazione delle anime del Purgatorio
la descrizione dell'omonima chiesa nella narrazione di Benigno da Santa Caterina e l'elenco dei confrati estratto da una scrittura notarile.

La congregazione di Maria Santissima di Custonaci
Adesso è di un bianco splendente e fulgida di azzolo nella prospettiva dello scomparso altare centrale. Nella parete di destra e di sinistra si percepisce il luogo destinato ai due altari laterali riservati a “beneficiali” che celebravano le messe davanti la statua settipalmare e miracolosa dell’Ecce Homo ed in quella del Crocifisso Signore.

La congregazione di Maria Santissima del Fervore nuncupata delli Studenti
Nella redazione dell’inventario dei preziosi si menzionarono 23 corone di spine. Probabilmente con le stesse, gli studenti della congregazione, parteciparono ai riti della settimana Santa trapanese. Costoro si dedicarono
agli esercizi spirituali e alle letture delle “Meditazioni” del beato gesuita Carlo Spinola.

La domenica palmara
Da tempo a Trapani il rito delle Palme avveniva fuori le Mura nel luogo detto in volgo Torre de’ Palii, a oriente della città, dove si disposero le sedie a semicircolo: a settentrione quelle per il Celebrante e due Ministri, a meridione quelle per il Senato di fronte l’Altare e da parte d’occidente quelle per i Canonici. L’arciprete di San Pietro bussava alla porta per entrare in città ed esultante, con il seguito di gente ed ecclesiastici con le palme in mano, imitava il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme avvenuta sei giorni prima la sua passione.

La gioiosa quindicina di ferragosto
Nel 1810 il reverendo Giuseppe La Bruna compilava un’avvincente e dettagliata Relazione pella formazione dell’apparecchio nel Prospetto del Palazzo Senatorio. Primariamente nell’atrio del Prospetto di Linea Retta, cominciando dalla Porta Maggiore sino all’altra Porta, devono formarsi numero otto Pilastri di Legname come pure l’ossatura di una Lamia (lamina) a forma di detto per tutta la sopradetta linea all’altezza del Portone.

La giuliana della Compagnia di Sant'Anna
Il 9 marzo 1781 si compilava l’elenco dei preziosi in argento, un tempo disposti all’interno del quadro della Madonna della Pietà, dipinto che tuttora si conduce in processione nel corso della settimana santa trapanese. Nella scrittura si accenna anche alla reliquia di Sant’Anna annotata dal parroco Giuseppe Fardella nei suoi Annali.

la guarentigia dell'ordine pubblico
Mancavano due giorni al sei aprile 1855 e il barone Todaro, sindaco di Trapani, non conosceva l’ora del convegno e il luogo dove incontrare il Comandante delle Armi della Provincia, i magistrati e l’Intendente; autorità che parteciparono alla processione dei “Santi Misteri” nel piano di Sant’Agostino e non davanti la chiesa di San Michele.

La lanterna di Giovanni Biagio Amico
Con la relazione del 1747, il sessantatreenne Giovanni Biagio Amico portava a termine il progetto di un dammuso da adibire a fanale, o sia lanterna, nell’entrata del porto di Trapani per sicurtà e attracco dei navigli.

La processione dei fanali e del Santissimo Sacramento
Intorno al 1698 si decise di fondare a spese della cittadinanza la Chiesa sotto il titolo del Sacramento dove si
amministrò tale Opera e poi nel 1718 s’istituì la Congregazione del Santissimo Sacramento, il cui compito era la diffusione del culto di “Gesù Sagramentato ed ossequiarlo con diverse preghiere nelle 40 Ore Circolari”.

La processione di San Sebastiano
Così, nella città dei tre carceri (Vicaria, del Castello di Terra e di Mare, vale a dire la Colombaia) e dei tre ospedali (l’ospedale di Sant’Antonio, dei Pellegrini e convalescenti e quello militare di San Sebastiano) come per la processione del Cereo, anche in quella di San Sebastiano i senatori trapanesi assistevano con il Secreto seduti nella balconata alta e bassa e vi partecipavano con pompa sfilata.

L'antica ricorrenza di San Francesco di Sales
Quattro giorni prima la festa del Santo, l’arciprete Michele Tortorici manifestava il desiderio del vescovo mazarese Emanuele Custo di riunire l’intero clero trapanese presso la congregazione di San Francesco di Sales e ospitare il missionario Giovanni Battista di San Cataldo accolto dalla delegazione di Paceco, che, “per uno spirito di vertigine vogliono impedire la partenza del Padre Missionario per Trapani.

La saga di Felice Serisso
Ancor oggi si racconta la saga di Felice Serisso, che riscattò l’onta e il paladino disonore subito dalla fedifraga moglie scappata con il suo amante schiavo turco, nella narrazione di Benigno da Santa Caterina.

La visita di Sua Eccellenza Claude La Moral Principe di Ligné
Il 14 giugno ormeggiarono al porto le sette galere di Claudio la Moraldo principe di Lignè. Il nuovo viceré e i suoi fidati venticinque borgognoni venuti da Alcamo sono stati accolti nel piano antistante la Porta di Terra,
dove gli ha reso il rispettoso tributo il mazziere Cosimo Lignarolo e suoi quattro serventi.

L'invenzione della Croce

Nella chiesa di S. Domenico, sin dal 1228 è in grande venerazione un antichissimo Crocifisso, in legno, di mediocre fattura, attribuito dalle nostre cronache a san Nicodemo, forse per accreditarne vieppiù il culto.

L'architetto Andrea Gigante
Habens et tenent Sebastianus Giacante sub eius Patria potestate Clericum Don Andream Giacante eius Filium legitimum et naturalem … et qui Clericum don Andreas exortans se emancipare voluisset et a’ Patria protestate sacris paternis nexibus liberare ...

Le due festose “fere” trapanesi
La fiera si svolgeva in due luoghi diversi: una era situata nel piano dell’Annunziata, luogo originario fin dal 1315 e la seconda nell’Arsenale, nel cosiddetto piano di Sant’Agostino, fera di questa città. I negozianti vi partecipavano previa licentia concessa dai senatori asservendosi alle regole stabilite nel bando.

Le iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani
Prima parte del manoscritto sulle iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani di Giuseppe Maria Polizzi con disegni dell’autore.

Le iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani
Seconda parte del manoscritto sulle iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani di Giuseppe Maria Polizzi con disegni dell’autore.

Le iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani
Terza parte del manoscritto sulle iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani di Giuseppe Maria Polizzi con disegni dell’autore.

Le iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani
Ultima parte del manoscritto sulle iscrizioni pubbliche esistenti a Trapani di Giuseppe Maria Polizzi con disegni dell’autore.

Matteo Mauro, artista e restauratore trapanese
Non si ha alcuna notizia riguardo l’affresco delle due teste attribuite a Pietro Novelli, sottratte da una chiesa di Palermo, né dove e quando le stesse, collocate con l’abile e segreto meccanismo di Matteo Mauro siano state incastonate nelle cornici.

Michele Burgio fondatore del convento e chiesa di San Rocco
Sulla cappella dedicata a San Carlo Borromeo nella chiesa di San Rocco.

Supplica per Salvatore Morello a secreto di Trapani
Il brontolone Nicolò Maria Burgio e Clavica provava amarezza nel rammentare la rapida ascesa sociale e la conseguita carica di regio segreto acquisita da Leonardo con il pagamento di 1.300 onze,
se non altro per la motivazione che questa carica era stata sempre investita dalle più ragguardevoli Famiglie della Città.

A Silvia di Giuseppe De Luca
Nella poesia “Morte di Silvia”, De Luca manifesta il dramma dell’amante di Silvia, morta in giovane età per la ferita mortale dello sparo di un’arma da fuoco. Non sappiamo se questa poesia è una traduzione di un poeta straniero o rappresenta un lato biografico nascosto del letterato trapanese.

Il Natale di Fortunato Mondello
Descrizione del Natale al tempo di Fortunato Mondello.

La natività di Maria di Fortunato Mondello
Sulla celebrazione della natività di Maria nella narrazione di Fortunato Mondello.

Nicolò Gianquinto orafo trapanese

In quella firmata da Giuseppe d’Alì, mastro insegnante di Nicolò Gianquinto, scopriamo gli anni del praticantato iniziato nel 1776 e mantenuto fino al 1779. Nella lettera sottoscritta da Giovan Battista Mauro si apprende che Nicolò Gianquinto continuò ad imparare l’arte d’orefice dal 1780 al 1782.

1910 Non sedotta e abbandonata
La fuitina era l’atto con cui una coppia di fidanzati, avversati da una qualsiasi causa da uno dei rispettivi nuclei familiari, s’allontanava allo scopo di manifestare poi l’avvenuta consumazione dell’atto sessuale in modo da porre la famiglia disonorata di fronte al fatto compiuto ed ottenere il consenso alle nozze riparatrici. Un caso similare e dissimile nello stesso tempo accadde a Trapani alle soglie del 1910.

Trapani succintamente descritto del canonico Leonardo Orlandini 1602
l'omonimo libro trascritto da Gino Lipari

Un ostensorio per il Corpus Domini di Lina Novara

Il sontuoso ostensorio in oro sbalzato e cesellato fu donato nel 1730 alla chiesa del SS. Sacramento di Trapani, deputata per l’esposizione del Santissimo per le Quaranta ore circolari, da Don Giacomo Carrera, il cui stemma è ripetuto quattro volte nel secondo ripiano del piede circolare.

Patrico Patricolo di Salvatore Accardi
Cronistoria della famiglia Patrico di Trapani

Sul patronato di San Francesco di Paola
Nella scrittura del notaio Stefano de Blasi, rogata il 26 settembre 1726, i senatori trapanesi attestavano che, nello stesso istante in cui “Dio, adirato, fece tremare le abitazioni di Trapani”, la statua di San Francesco di Paola trasudò, e che la città fu salvata da tanta disgrazia grazie all’intercessione del Santo, designato protettore.

Perfido ingannatore come nella poesia di Giuseppe Marco Calvino
Menzognero e non umile fino in punto di morte, Catalano dichiarava il suo proposito di scagionare Bonaventura dalle accuse addossategli, arrogando perfino la possibilità di un suo sommesso pentimento nel mostrarsi nella pubblica piazza della loggia ericina con una simbolica “fune al collo a domandargli perdono per restituirci la fama sua”, spergiurando la solenne dichiarazione di “discarico di coscienza” e in “fede del vero”.

L'iscrizione sulla porta Eustachia (duca Delavie Fuille)
Con mi major satifacion he reydo la Carta de Vuestra Senoria de 25 del caydo por haver osservado el regouiso que ha demostrado ese Publico con motivo de la abertura de esa Puerta llamada antes de Capucinos y a’ hora Eustachia sombre la qual se ha esculpido y colocando la consavida marmorea inscription y asi como agradesco a Vuestra Senoria esta noticia y gualmente applaudo al zelo de don Alesio de Ferro a’ quier respondo separadamente sombre el asumpto Dios guarde Vuestra Senoria. Messina a 4 febraro 1752.

1543 le reliquie dei martiri della chiesa di San Lorenzo
Il contratto risale al 1543 transuntato in una scrittura del 1611 del notaio Giovanni La Barbera. Non rimane alcuna traccia dell’originale contratto, in quanto non esiste nell’archivio di Stato di Trapani alcun deposito di scritture del notaio Girolamo de Simone e rappresenta l’unica testimonianza sopravvissuta al tempo.

L'addio a Trapani di Rosa Guidantoni
Pur non avendo alcun’altra notizia, ci piace credere che l’artista nella veste di ballerina sia la Rosa Guidantoni che scrisse “l’addio a Trapani” nel marzo 1874 dedicato all’erudito Giuseppe Polizzi.

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