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Trapani Invittissima
Antonino Lignarolo, scultore di corallo, alabastro e pietra incarnata
Nel primo cinquantennio del 1700, Antonino Lignarolo scolpiva il corallo, l'alabastro e la pietra incarnata. Forse nipote dell'omonimo corallaio, l'artista era filium legitimum et naturalem di Cosma et Catharina Lignarolo, contemporaneo di Giacomo Tartaglio, Vito Lombardo Lignarolo e di Antonio Nolfo. Il 7 gennaio 1711, forse appena ventenne, il giovane Antonino stilava il contratto matrimoniale con Giuseppa Gallo, virginem filiam legitima et naturalem del corallaio Giovanni. Quel giorno, il suocero gli prometteva la dote di cento onze, ragguardevole somma costituita da quaranta onze in denaro di giusto peso, venti per l'acquisto di monili in oro ed argento e le rimanenti per raubis albis, robe bianche. Nel contratto si concordava la restituzione della dote della sposa in caso di discordia o di premorienza dello sposo, uncia pro uncia, onza su onza.
la dissertazione su tre misteri
Vito Carreca raccontato da Fortunato Mondello
Che abbia egli potuto imparare il disegno sotto la disciplina dell'Arnino non pare che fosse impossibile, giacchè il pittore palermitano e non trapanese, come si è detto avanti, in quel tempo trovavasi in Trapani. Però, quel che ci preme è appunto ricordare il merito del suo pennello e il numero dei suoi dipinti. Per stabilirne il merito credo, che possa avvalermi della testimonianza dello storico siciliano, Giovanni Evangelista di Blasi, che quantunque il dichiarasse pittore mediocre, pure in uno ad Agostino Gallo ed a Giuseppe Maria di Ferro lo celebra mastro di Pietro Novelli.
Era l'agosto 1614 e Vito Carreca, pictor civis Drepani, stipulava un contratto con i consoli dei calzolai devoti a San Crispino e Crispiniano. Don Nicolò Galluzzo per poco tempo governatore della Società del Preziosissimo Sangue di Cristo intervenne nell'atto come testimone. Il pittore s'impegnava entro due mesi dalla stesura a dipingere la bona opera, con colori sobri e magistribilmente.
"Giuseppe Milanti [figlio di Leonardo e di Rosa Castelli - n.d.r.] fiorì dopo la metà dello scorso secolo, cioè nel secolo XVII. Giuseppe avea per massima che chi và dietro agli altri non passa mai d'innanzi. Questa giustissima idea non gli faceva risparmiare fatica alcuna, né lo faceva sconfidare nelle più ardue difficoltà. Bramoso di muover bene le figure e di moderare la durezza dei secoli barbari, frequentava egli i teatri. Quivi osservava su i tragici, e su i comici, le attitudini, il gesto, la fisionomia, la fierezza, la nobiltà, il contegno s'una persona agitata da questa, o da quella passione. Le scene gli procurarono oltre a tutti questi vantaggi, quello del giusto movimento dei panni, tanto nell'eroico, che nel giocoso, e pervenne così a saperli saggiamente disporre su gli oggetti".
Salvatore Mazzarese e Giuseppe Errante
due artisti commoranti nell'alma città di Roma
Con questa ricerca proviamo la parentela che legava i due artisti trapanesi scoperta nell'atto di Francesco Fontana rogato il 20 gennaio 1807.
Saggio pittorico sul restauro dei quadri antichi - di Giuseppe Mazzarese (INEDITO)
L'ignorante crede alle volte una sporcizia quella mezza tinta data dall'autore, per far trionfare una parte più chiara: usa perciò i corrosivi, i quali distruggono ciò, che con un saggio artificio era stato dipinto e per conseguenza viene a guastarsi il buono e quindi a precipitarsi interamente una pittura, senza potervisi più rimediare. Succedono alla giornata siffatti lagrimevoli esempj.
biografia di Giuseppe Mazzarese (INEDITO)
a cura di Fortunato Mondello
È compito indispensabile del biografo raccogliere quanto è in lui delle notizie riguardanti il soggetto, da cui egli prende le mosse. Ma siamo sempre lì. Rintracciare a tentoni i particolari della vita di un benemerito cittadino, oltre delle inesattezze, si corre il rischio di fare arricciare il naso ai lettori.
Nella sua "Trapani Profana" così lo deswcrive Benighno da Santa Caterina: Giuseppe Mazzarese domiciliato in Roma. Vive con copiare le più eccellenti pitture di quell'alma Città, e con farne smercio per tutto il Mondo, per le quali ha acquistato una gran fama.
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