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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Baldassare Reggio

Trapanesi illustri > Prelati e cavalieri Gerusalemme

Baldassare Reggio contro Giovanni Biagio Amico

Circa settanta anni dopo l'accordo, o lodo del 1739, tra il ciantro Giovanni Biagio Amico (1684-1754) e l'arciprete Baldassare Reggio (1677-1765) sulle preminenze, privilegi e quant'altro attinente alle sacre funzioni religiose, riguardante anche le processioni e i paramenti sacri, continuarono le liti e i battibecchi a suon di carta notarile e di dispacci episcopali tra la collegiata chiesa di San Lorenzo e l'arcipretale chiesa di San Pietro. Perfino alla soglia dell'ottocento le diatribe persisterono e furono disbrigate nei soliti studi notarili e nella cancelleria foranea tra il ciantro Diego de Luca (1744-1826) e l'arciprete Michele Tortorici (1757-1828).

l'arcano suono delle campane a lutto


Leggendo gli atti notarili continuano ad affiorare le antiche e spinose controversie religiose. Tra queste quella attestata in un memoriale redatto il 6 ottobre 1767 nel quale è preminente l'atteggiamento dell'arciprete Baldassare Reggio, che fece suonare le campane a morto nella turnazione della madricità delle chiese, come monito e a far ricordare il disinteressamento agli accordi convenuti riguardo la prevalenza della sua arcipretale chiesa nelle funzioni religiose.

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