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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Calzolai

Trapani Invittissima > Capitoli Maestranze

Il capitolo dei corviseri del 1588

Nella riedizione del capitolo i mastri, comunemente detti "cerdoni", s'identificarono in calzolai con il termine "corviseri" e in "repezzaturi" con quello di ciabattini, riparatori di scarpe. Ciò costituì una distinzione dovuta, in quanto i calzolai lavorarono il cuoio, crearono e modellarono calzature lussuose (scarpe, stivali, pianelle ecc.) i ciabattini si limitarono a ripararle.

Trascrizione del capitolo


L'addizione al capitolo dei Corviseri


Nel 1607, i corviseri vietarono a qualsiasi mastro l'acquisto di pellame "vacchetta" dai mastri Antonio Lentini e Antonio Russello, probabilmente per loro concorrenza sleale all'interno della maestranza. Proibirono, inoltre, che il pellame estero si acquistasse direttamente dai vascelli esteri che approdarono al porto trapanese, eludendo la supervisione dei consoli autorizzati a determinare la qualità della "vacchetta".

Ratifica dello statuto del 1657

Nel registro degli omnia acta del senato trapanese del 1716 l'oggetto di un documento è segnato con una crocetta a matita nel margine sinistro. E non è la prima volta che notiamo simili segni soprattutto nelle scritture notarili dove alcuni passi del testo, per essere citerati o scritti con grafia pessima, sono stati contrassegnati da un punto interrogativo a matita da chissà quale sorta di studioso. Ciò che ha destato la nostra curiosità non è la lettura del capitolo dell'arte dei calzolai ratificato nel 1716, bensì il richiamo ad una lettera del 26 agosto 1620 inerente l'approvazione dei capitoli delle arti da parte dell'ufficiale del Tribunale del Real Patrimonio di Palermo.

l'addizione ai capitoli dei calzolai


Il 17 febbraio e l'8 maggio 1764, i mastri calzolai approvarono sei norme comportamentali già contemplate nel capitolo del 23 Aprile 1716 (trascritto negli "Omnia Acta" degli "Atti del Senato", al registro 281) e in quello del 3 Aprile 1652 rogato da Vito Gallo introvabile nella sua minuta. Lo statuto del 1764 esamina il comportamento degli associati il giorno della processione dell'Ecce Homo insieme agli altri gruppi dei Misteri e le norme che disciplinano la condotta di coloro che non vi parteciparono. Nell'addizione traspare il profondo sentimento religioso comune a tutte le arti associate nell'unico fine della mutua assistenza, la devozione ai Santi protettori e l'essere condiscendenti alla sottomissione divina. Ma, diversamente dai capitoli d'altri ceti, questo dei calzolai rafforza l'intendimento e i propositi di rendere vivo il culto, "giacché questo è il vero fiore, quanto per il decoro di nostra Arte".

affitto di un giovane scarparo


Potrebbe un giorno succedere, ma questo è ben lontano da quello del marzo del 1751, quando nell'avvezzo mondo borbonico d'atavici privilegi è avvenuta una piccola novità, che stravolse l'ammontare degli stipendi di pubblici funzionari ridotto in media del 50%. Quell'anno è da ricordare come straordinario negli annali di Trapani, per il resto, la maggior parte dei cittadini conduceva la solita vita tra lavoro, casa e chiesa e la loro condizione economica era tale e quale da parecchi cinquantenni. Un esempio sulla corresponsione dei salari è palese nei cosiddetti contratti di locazione personale di braccianti annalori e mensilori, che si prestavano a lavoro pesante e a volte vessatorio. In quelli dei garzoni di bottega, che s'instradavano ad un mestiere, con il termine locazione s'intendeva l'affitto della persona.


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