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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Capitano Giustiziere

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§ 2 Del Capitano Giustiziere

Il governo politico della Città è nelle mani del Capitano Giustiziere. Egli rappresenta il primo Magistrato e si elegge ogni anno uno de' principali titolari e baroni Patrizi della Città. Questo per privilegio è uno de' tre principali giustizieri del Regno di Sicilia. Siede nel conseglio reale ed è uno de' Regi Consiglieri per privilegio del Re Alfonso l'anno 1443. tiene la giurisdizione di altare in questa Città, e suo territorio la bara o sia la verga di Giustizia in segno della sua autorità, a cui per dritto privativo appartiene. Questo dritto gli era stato usurpato da giudici di questo Magistrato e Fiscale. Don Giuseppe Burgio e Cadelo, essendo stato eletto Capitano Giustiziere di Trapani l'anno 1783 ripigliò questo suo dritto avendone ottenuto due favorevoli rescritti dal Governo, cioè, il primo a 28 marzo 1783 presentato nell'ufficio di questo illustrissimo Senato a 30 dello stesso mese ed il secondo dispaccio a 11 aprile dello stesso mese anno presentato in detto offizio a 14 del citato mese. Tiene inoltre la guardia di numero dieciotto Alabardieri ed il suo Caporale, come ancora da dodici corpagni a cavallo, per la sequela de'ladri nel distretto di Trapani, che viene appellata "la Compagnia del Valle". E tutti questi usano l'uniforme del Capitano Giustiziere, piglia il primo luogo nel Banco del Senato e gode delle amplissime giurisdizioni. Ha l'autorità alta e bassa, "cum gladii potestate", di procedere contro li rei e passare col voto de' giudici al di loro castigo. Regge una corte che si appella Capitaniale, che nelle cause criminali sono i tre giudici del Magistrato unitamente al Fiscale, ed al Mastro Notaro. Nelle sentenze capitanali resta al capitano il comando dell'azione e la privativa di inalberare lo stendardo reale della Giustizia. In virtù del mero e misto impero, può il capitano pur anche assolvere i rei di capitale delitto, e commutargli la pena di morte nella pecuniaria, o pure della galera. Tiene il suo vice capitano, a cui alle volte commette le cause civili di poco rilievo. Di più, il capitano di notte e numerosi officiali subalterni detti "Prefectus Vigilum", quali unitamente alle maestranze rondano la notte per custodia della Città e per l'esecuzione della Giustizia. Quando l'anzidetto Capitano Giustiziere esce in gala per la visita delle carceri o per le primarie funzioni, ostenta una gran magnificenza. Marciano avanti a due a due li suoi deciotto alabardieri e suo caporale colle alabarde sulle spalle e coll'uniforme del medesimo. Viene appresso la carrozza tirata da quattro cavalli con pulito cocchiere, con dentro il medesimo capitano, i tre giudici del Magistrato e Fiscale vestiti in toga alla spagnuola. Diversi servidori con pulite libree marciano attorno e dietro della carrozza. Vengono appresso in altra carrozza tirata da due cavalli il Mastro Notaro e vice capitano, con altri ministri subalterni appresso.


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