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Trapanesi illustri > Re, Vicerè e Patrizi
Anche Trapani offrì a Carlo V conduttori dhomini darmi e conduttori darmi a guerra, cavalieri di blasonate famiglie membri del braccio parlamentare baronale siciliano, tra cui i Sigerio Pepoli, i Fardella, i Branciforte e gli Staiti. Nel 1807, Don Giuseppe Staiti e Fardella fece transuntare al notaio Giuseppe Renda Pellegrino un vecchio atto redatto nel 1558 dal defunto collega Pietro Valleriola, riguardo la consegna di quattro vasi sagri di bronzo rimessi al suo antenato Don Giacomo Staiti, dal magistrato Don Gaspare Ledon (allora segreto di Trapani) a nome della Regia Corte; transunto avallato dallapposizione degli autografi dei notai, Mariano Fiorentino, Onofrio Maria Venza barone di SantElia, Ignazio Matera Romano, Andrea Badalucco e Antonino Lamea.