Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Colombaia

Trapani Invittissima > Trapani invittissima e fedelissima

Le inevitabili modifiche alla Colombaia

Nel corso dei secoli si sono avvicendate diverse guarnigioni in quest'avamposto militare di grande rilievo e risonanza dell'antica Piazza di Trapani. Relegati, condannati, personale civile e militare vissuti tantissimi anni in questo luogo nato nella notte dei tempi, edificato nella Drepanum nota Diodoro Siculo, Polibio, Plinio il vecchio, Marco Tullio Cicerone, Publio Virgilio Marone e in ultimo ad drisi (Abu'Abd Allah Muhammad ibn Muhammad ibn'Abd Allah ibn Idris al-Siqilli, il Siciliano), tanto per citarne alcuni. In qualsiasi scrittura notarile o documento regio si trova la menzione del Castello e Forte della Colombaia e dei restauri occorsi periodicamente alla cisterna, alle stanze, alla cappella e tutto quanto esposto al suo interno ed esterno. Sulle modifiche del 1753 su progetto del 1749 di Giovanni Biagio Amico.

Relazione e conti prudenziali delle spese occorre farsi senza ritardo per essere uno de' casi urgenti


Nata e concepita dall'architetto Giovanni Biagio Amico, la lanterna ovvero il faro posto sulla sommità del torrione ottagonale del castello della Colombaia, propagava una luce fioca sul porto. Sei anni dopo, a causa di una grandinata che distrusse alcune vetrinette, l'ingegner Antonino Alberti rimediava al danno facendo installare nella lanterna alcune grate bordate in rame incastonate nei telai delle vetrate. Essendo esposta alle intemperie, nel 1806 si modificava il comignolo e la struttura ricoperta di "lamine di piombo per la perpetuità ed esentare il fanale dai fulmini" su progetto di Giuseppe Gambina.


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