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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Corallari

Trapani Invittissima > Capitoli Maestranze

1628 - Il capitolo dei corallari


All’inizio del Seicento la maestranza dei corallari e scultori rinnovava il capitolo dell’arte composto di venticinque articoli. Lo statuto, rogato dal notaio Bartolomeo de Monaco il 26 maggio 1628 (giustappunto nove anni dopo aver avuto in affidamento il mistero detto “della sepoltura del nostro Salvatore”) annovera tra i firmatari Nicolò de Renda autore di “Cristo che porta la cruci in collo” e della “Prisa”, Pompeiano, Mirabile, Saporita, la Targia, lo Crasto, Pizzardo, Campiglia, Valenza e Magliocco, artisti che dimorarono nelle loro “case botteghe” nella strada detta “Corallari”, poi “Strada degli Scultori” e infine “Via Torrearsa”. Organizzatesi come altre maestranze in consolato, i corallari e scultori salvaguardavano i propri interessi e rafforzavano il loro prestigio non mancando i compiti devozionali ed assistenziali propri della loro arte. Il capitolo regola l’amministrazione della maestranza, affronta la problematica del lavoro nelle botteghe, organizza i livelli salariali e le competenze commerciali ed è strutturato con richiami cautelativi ed esose penalità previste per i trasgressori. Regolamentava la licenza ad esercitare il mestiere e l’attività di mastri corallari, di mastri scultori e dei lavoranti nell’acquisto del corallo.


Fra tutte le pietre di valore, come affermano li savij investigatori della natura, non men dell'oro o d'altre preziose gemme, è stato giudicato il corallo, del quale e per le virtù naturale e per la molta vaghezza e pretiosità, insieme sogliono servirsene per freggio et ornamento i più segnalati et illustri personaggi del mondo. Anzi, di quello istesso, che dalli artefici di nostra mastranza giornalmente si adopra, atteso che il corallo in pochissime parti (per non dir solamente in Trapani) da nostri operatori si lavora, conviene dunque che nella fattezza et arteficcio di quello, si impongha il vero studio e diligenza possibile affinché non insorgessero frodi alli compratori, non senza molto biasimo et ignomia di essa mastranza, la quale, si come milita sotto lo scudo e protettione del Sanctissimo Sacramento accompagnandolo con accesi lumi un gran numero di mastri quante volte si conduce a casa degli infermi, non senza molta edificatione di tutta la Città.

1751 - la modifica di un articolo dei capitula dei corallari del 1633


È evidente che i mastri corallari, nella fattispecie anche quelli detti scultori, tenessero in grande considerazione ed enfatizzata immagine il frutto della loro arte ...

La ronda dei corallari


Sul finire del Settecento, soldati della milizia del capitano di giustizia e mastri di qualunque maestranza svolgevano a turno e coattivamente la vigilanza notturna nei quartieri di San Lorenzo, di San Nicolò e di San Pietro. Anche i corallari parteciparono alla ronda, ma solamente con i loro manufatturanti vale a dire lavoranti.




Coralli e corallini trapanesi di Benigno da Santa Caterina



Benigno da Santa Caterina, alias Vito Catalano, non poteva non descrivere l'antica e profittevole attività dei pescatori corallini trapanesi intenti ad organizzare spedizioni in Barberia alla ricerca del corallo, con il quale i corallai hanno plasmato capolavori d'arte e migliaia di oggetti preziosi sparsi nell'intera Europa. Gente motivata ad affrontare i pericoli e la certa schiavitù, che con un cappellano, si trasferivano nel mare della Galita e di Tabarca (Tunisia) a razziare l'apotropaico "oro rosso". Luoghi antichi in cui stazionarono parecchi ligudelli liguri e napoletani, che facevano anche spola da Tabarca ad Alicante, Cartagena e Nueva Tabarca, in Spagna.

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