Trapani invittissima di Salvatore Accardi

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Editoriali 2020

1607 il paggio che accompagna la moglie.


Giuseppe Garetto accetta la clausola della perductionem uxores con la quale si obbliga nei confronti di Giacomo Crapanzano ad “accompagnari per la mano alla moglie di esso di Crapanzano, come solito, in molte incombenze per un intero anno, da oggi in poi".


Sull'Antigone, Euridice e Orfeo e il quadrettino di Giuseppe Errante,pittore neoclassico trapanese.


Sulla “morte di Antigone” quadro di Giuseppe Errante custodito dal coevo pittore Giuseppe Mazzarese; carteggio del decurionato che delibera il compenso per la sua custodia; disamina sul quadrettino dipinto da Giuseppe Errante e donato al comune di Trapani dal generale Giovanni Battista Fardella; sul dipinto “la testa del Nazareno” dello stesso pittore e altro ancora ...

La prammatica di Giuda Maccabeo


Nel corso dei secoli sovrani aragonesi e asburgici, e loro viceré, promulgarono in Sicilia prammatiche sanzioni con le quali fu smorzata la smodatezza, la visita (in volgo “bisito”) e la conclamata consuetudine dello sfarzo ostentato dai parenti di defunti nelle cerimonie funebri, fu disciplinato il tragitto simile ad una processione, il condurre il feretro alla sepoltura, il divieto ai parenti d’ingaggio di prefiche, principali attrici di un drammatico “coro greco”. Nella scrittura notarile del 1607, inoltre, sono elencati i mastri e consoli di primarie maestranze.

Le statuette di Vito Lombardo


Con il trascorrere del tempo, con le generazioni che si sono susseguite, è difficoltoso riconoscere le statuette realizzate da Vito Lombardo e attribuirne la paternità, poiché, se sopravvissute, saranno certamente custodite in bacheche di collezionisti privati, anche se è opinabile che similari o come quelle modellate dall’artista descritte nella scrittura notarile possano essere esposte tra alcune nel museo regionale A. Pepoli di Trapani.

la catena d'oro di Placido Fardella e Maria Pacheco Mendoza Figueroa "tesoro nascosto della Madonna di Trapani


Nella scrittura si ricorda che i Carmelitani, nel 1648, confermano la donazione della catena d’oro del principe di Paceco (Placido Fardella) realizzata nel 1621 simile alla “catena che orna il busto reliquiario di Sant’Agata nella Cattedrale di Catania”, “ad un altro esemplare pressocché identico ad una delle due catene che orna il reliquiario a statua d’argento di Santa Lucia della Cattedrale di Siracusa” ….

Memorandum del notaio Giuseppe Massuni


Nell’indice alfabetico del notaio Giuseppe Massuni riscontriamo annotazioni e contraddistinti appunti su vicende avvenute tra il 1617 e il 1664, probabilmente anno del suo decesso. In questo editoriale inseriamo i memorandum su accadimenti storici di Trapani.



il quadrato magico della Melancolia di Albert Durer


Per secoli, in tanti, si sono cimentati a decifrare il quadrato magico dell'incisione "Melancolia" di Albert Durer e di definire il significato del numero 34, che non possono essere gli anni di vita di Gesù Cristo, in quanto, come ben sappiamo sonostati 33. .... Numeri e lettere sono disposti in quattro colonne; nel lato sinistro centrale è raffigurata la lettera del punto interrogativo (?), della lettera G che sovrasta sul numero nove, che si potrebbe fraintendere anche con il numero sei, il che potrebbe dar adito alla supposizione al simbolo dell’infinito capovolto (8).


1641 le vittime della chiesa di San Giovanni


Il giorno delle "Ceneri" del 1641, il notaio Giuseppe Massuni perse la moglie e i figli nel crollo della cupola della chiesa di San Giovanni la Disciplina. Il notaio narra l'episodio in una pagina del suo indice alfabetico e ne rammenta le vittime ....

Battista de Renda artista sconosciuto


La produzione della sua oggettistica sembra esser stata apprezzata da una clientela popolare, che estimava l’amuleto scaramantico della “mano a fica”, della “testa di morto”, di cuoricini e oggetti creati con gli “scamuzzoli” di corallo. Per i manufatti di maggior prezzo utilizza rami di corallo tortile grezzo e lavorato, che chiama volgarmente “granfi” ovvero “tentacoli” ed è degna di attenzione la composizione di due corone d’ambra e di dodici corone di corallo .... ,


l e spose bambine


Potrebbe essere un’anteprima svelare notizie su matrimoni di spose bambine, con i quali si originarono generazioni anche di cinque famiglie in un secolo, ma non sarà così, dato che in molti antichi contratti matrimoniali è pubblica l’età della futura sposa. Tra quelli consultati esaminiamo la scrittura redatta nel 1601 su richiesta di ….


Crux ducum - la croce angelica


Tradito in tanti manoscritti medievali per i monasteri d’Europa, il carmina della “Santa Croce” di Fortunato Venanzio fu recuperato da Tommaso d’Aquino, che raffigurò la “croce angelica” su una parete del convento domenicano di San Giacomo d’Anagni. Nel blocco centrale è presente una frase volutamente nascosta non riportata nel disegno: CRUX DUCUM, vale a dire la croce del condottiero, riferita sia ai religiosi che agli huomini d’arme, ovvero i cavalieri di quel tempo.


Signa e i capitoli equipaggio olandese


Dopo aver invocato il “nome di Gesù Cristo” e redatto la prima parte sull’identificazione dei contraenti, il notaio esaminava i due esemplari originali scritti in lingua limburghese del basso francone e le copie tradotte in lingua italiana trovandoli non “abrasi e non sospetti in alcuna loro parte, senza mutazione del significato”, per cui, con propria autorità, li ratificava con l’approvazione dei cinque notai e dei tre giudici che sottoscrissero e roboravano l’atto notarile.

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