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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Eustachio de la Vie Fuille

Trapanesi illustri > Re, Vicerè e Patrizi

l'iscrizione sulla porta Eustachia


Nel 1751, Alessio Ferro, capitano giustziere di Trapani, costruiva a proprie spese la porta ferrata collocata nell'ingresso dirimpetto il convento dei Cappuccini e la intitolava al vicerè Eustachio de la Viefuille.

Eustachio de la Vie Fuille, il duca che difese il volgo

Ad un mese di distanza dalla sua nomina avvenuta il 18 marzo 1747, l’arcigno ed instancabile duca si mise all’opera emanando un dispaccio a favore di quelle vittime che cadevano nella trappola tesa da gente facoltosa, complice l’amicizia con i giudici, che li sbarazzavano con un pretesto. Era un piccolo passo avanti davanti l’enorme peso che gravava sul volgo da parte del tribunale civile, non considerando i pretesti presi in considerazione di quello religioso, ovvero del Tribunale della Santa Inquisizione, in quel tempo ancora in vita. In sette anni e fino al 1754, anno del suo decesso, il vicerè è stato tra l’altro fautore della prammatica reale che tutelò i proietti e che regolamentò il parto cesareo di afflitte donne.
Inoltre, s’impegnò a bandire i liberi muratori, vale a dire i massoni dal Regno, sebbene siano ritornati con il vicerè Francesco d’Aquino principe di Caramanico, gran maestro della Loggia palermitana. È quell’Eustachio dell’omonima e scomparsa porta realizzata a Trapani in suo onore, che resta come testimonianza nel toponimo di una piccola viuzza che s’affaccia all’inizio dell’allora Strada Grande, quasi dirimpetto all’odierna Via Corallai, volgarizzata in “cortile porta Eustachia”.

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