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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Giuseppe Garibaldi

Trapanesi illustri > Re, Vicerè e Patrizi

Sulla cittadinanza al dittatore Giuseppe Garibaldi e sul teatro dedicatogli.


Trascorsi i moti del 1848 e le prime fasi dell'insorgimento del 1860, Michele Fardella magistrato municipale, coadiuvato dal notaio Gaspare Patrico e Giuseppe Colomba, in nome della cittadinanza trapanese con affetto, gratitudine e in onore di Giuseppe Garibaldi, trasmutarono l'originale designazione del teatro ferdinandeo in "Teatro Garibaldi" e gli conferivano la cittadinanza di Trapani.



encomi ed elogi a Giuseppe Garibaldi, dittatore di Sicilia



Tra gli altri documenti conservati nel fascicolo della proto dittatura garibaldina del 1860/1861, (in A.S.Tp) n'estraiamo alcuni per il peculiare contenuto in essi riportato. Nel primo documento datato 20 giugno 1860 riscontriamo l'impartizione data dall'allora segretario di Stato, Francesco Crispi, di far adottare in tutte le amministrazioni e nelle stesure ufficiali di qualsiasi documento pubblico il blasone della bandiera sabauda. A seguire la collettiva dichiarazione aulica dei componenti del primo consiglio comunale trapanesi, i cui decurioni si chiamavano provvisoriamente senatori. Primo tra tutti il sindaco Michele Fardella e tra i consiglieri il notaio Gaspare Patrico, che fu la prima dignità civile che accolse in città il prode eroe liberatore della Sicilia. Da notare che nel documento si parla di insorgimento del popolo siciliano, parola poi tramutata in risorgimento delle masse oppresse e sudiste. Si ricorda l'accenno alla rivolta dei palermitani del 6 aprile 1860, il giubilo di alcuni "liberali" che condussero in trionfo la bandiera sabauda per le vie cittadine e i giorni di "orribile compressione" ai trapanesi minacciati di bombardamento dalle "reali fregate". Nel documento attestante il "concorso dato dalla Città di Trapani alla causa italiana" è sciorinata la lagnanza del governatore Enrico Parisi "all'eroe dei due mondi"riguardo la facile scordanza sul contributo dato dai trapanesi nei giorni dell'insorgimento e dei susseguenti alla causa delle vicende accadute a Palermo, non pubblicizzato in alcun giornale e caduto presto nel dimenticatoio. Tra le varie concause affrontate dai novelli sindaci si computava quella di militari che arbitrariamente scroccarono sussidi alle amministrazioni, ai quali il luogotenente per la Sicilia, riservava la massima severità e forse la fucilazione. Il 13 marzo 1861 si festeggiava l'onomastico del generale finanche in tutte le contrade, con sfarzo di luminarie e in allegrezza a suon di banda musicale. E malgrado i comuni fossero in deficit, si stanziava un modesto sussidio per i feriti "garibaldini", che ottenevano "un modesto sollievo". A seguire, l'avviso del sindaco Michele Fardella, che nella ricorrenza ed anniversario del primo anno di "libertinaggine", si compiaceva festeggiare l'avvenimento con fastosa luminaria e concorso di popolo.


Per l'acquisto della villa del principe di Belmonte all'Acqua Santa


La soddisfazione e l'orgoglio di donare una villa al liberatore sovrastavano nelle menti degli organizzatori, che prepararono il suo sbarco in Sicilia; e di fidati amici trapanesi, ancor più amici degli Inglesi, che sperarono di accoglierlo subito a Trapani anziché a Marsala.



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