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Trapanesi illustri > Artisti
È compito indispensabile del biografo raccogliere quanto è in lui delle notizie riguardanti il soggetto, da cui egli prende le mosse. Ma siamo sempre lì. Rintracciare a tentoni i particolari della vita di un benemerito cittadino, oltre delle inesattezze, si corre il rischio di fare arricciare il naso ai lettori. Nella sua "Trapani Profana" così lo descrive Benigno da Santa Caterina: Giuseppe Mazzarese domiciliato in Roma. Vive con copiare le più eccellenti pitture di quell'alma Città, e con farne smercio per tutto il Mondo, per le quali ha acquistato una gran fama. (Fortunato Mondello)
Sull'Antigone di Giuseppe Errante
Sul dipinto "Antigone" riscontriamo altri cenni nelle attestazioni e delibere del decurionato redatte tra il 1827 e il 1828. Nella seduta consiliare del 29 maggio 1827, l'assemblea del ghota trapanese, costituita da trenta consiglieri (tra cui tre notai, diversi medici, due insigni negozianti d'esportazione del sale, "duca, baroni e baronelli") discusse la supplica presentata dal pittore Giuseppe Mazzarese, che avendo custodito nel corso di due anni il quadro di Errante nella propria abitazione, chiedeva un compenso per la sua straordinaria prestazione. Il documento rappresenta una rara testimonianza storica perché riporta notizia anche per la costituenda pinacoteca comunale inaugurata, anni dopo, in una sala della confraternita dei Bianchi della chiesa di San Giacomo (oggi sede della biblioteca Fardelliana), sodalizio costituito prettamente da patrizi, attivo ancora in quegli anni e di certo configurato tra le associazioni "Pie e Laicali degli Ospizi".
biografia di Giuseppe Mazzarese a cura di Fortunato Mondello
Dei suoi quadri, pervenuti a nostra conoscenza, è da osservarsi lo Sposalizio di Maria Vergine, nella chiesa dei padri conventuali di Naro, ed in questa di san Domenico san Tommaso d'Aquino, con san Pietro e san Paolo. Imitazione raffaellesca è il quadretto della Madonna della Seggiola nella chiesa del conservatorio di G.M.G. [dell'Itria n.d.r] in Trapani, ed una seconda copia presso il patrizio casato Pepoli. Ma soprattutto riesce commendevole il quadro rappresentante l'Ecce Homo, esemplato sull'altro del Correggio, esistente nella galleria nazionale di Londra: ed una copia trovasi nella collezione dell'anzidetto Pepoli. Presso di lui è ancora un bel dipinto ch'esprime, senza dubio, la Carità. Si distinse tuttavia pei ritratti, che in Trapani si conservano in buon numero e principalmente son degni di memoria quello del nostro poeta Giuseppe Marco Calvino, posseduto dalla Biblioteca Fardelliana e l'altro del barone Mokarta.
Saggio pittorico sul restauro dei quadri antichi
L'ignorante crede alle volte una sporcizia quella mezza tinta data dall'autore, per far trionfare una parte più chiara: usa perciò i corrosivi, i quali distruggono ciò, che con un saggio artificio era stato dipinto e per conseguenza viene a guastarsi il buono e quindi a precipitarsi interamente una pittura, senza potervisi più rimediare. Succedono alla giornata siffatti lagrimevoli esempj.
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