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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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i Sieri Pepoli

Trapanesi illustri > Famiglie illustri


Agostino Sieri Pepoli
(21 marzo 1910 - 21 marzo 2010)

Nel centenario della morte dell'illustre trapanese Agostino Sieri Pepoli, (figlio di Riccardo barone di San Teodoro e di Elisabetta Alagna) patrizio d'arcinota casata di Trapani e di Bologna, desidero far conoscere la corpulenta scrittura sulla prosapia d'inizio Settecento divisa in diverse parti. Il conte, noto nell'ambiente culturale bolognese, è presente nella pubblicazione della "biblioteca comunale dell'archiginnasio di Bologna" di Pierangelo Bellettini (Nardini editore) qui estrapolata ed ampiamente raccontato nel saggio di Valeria Roncuzzi Roversi Monaco e Sandra Saccone in "Frammenti di un museo disperso - il collezionista Agostino Sieri Pepoli e la ricostruzione della sua raccolta bolognese di stampe e disegni".






I Sieri Pepoli - Compendio - parte prima
( INEDITO )


Tra principali famiglie patrizie che "governarono" Trapani dal XV al XX secolo annoveriamo i Sieri Pepoli, detentori di prestigiose cariche pubbliche ed amministrative: straticò, senatori, capitani di giustizia, uomini d'arme, depositari della regia Secrezia, cavalieri gerosolimitani e gabelloti. Le scritture notarili trapanesi testimoniano la loro intensa attività finanziaria e latifondista. Nel 1700 Giuseppe Sieri Pepoli incaricò padre Pietro Giustiniani a stendere l'estratto sulla progenie e l'elogio sulle primarie famiglie con le quali si imparentarono ed estesero il loro casato. Il lavoro certosino del frate salemitano è transuntato nella minuta del notaio Vincenzo Spalla (Archivio di Stato di Trapani, corda archivistica 11362). Il primo transunto riguarda il Compendio rogato il 14 dicembre 1700; il secondo l'Elogio delle Famiglie Nobili di Sicilia imparentate con la Famiglia Sieri Pepoli di Trapani redatto il 20 dicembre 1700



I Sieri Pepoli - Compendio - parte seconda
( INEDITO )


In questa seconda parte l'elenco dei progenitori di Agostino Sieri Pepoli vissuti tra il XIV e il XV secolo; le cariche onorifiche e amministrative; i matrimoni e le parentele.





I Sieri pepoli - Compendio - parte terza
(INEDITO)


A pochi è nota l'origine della blasonata famiglia discendente da Gerro de Pepoli Nobile Bolognese, cavaliere di Federico II. Il figlio Sigerio (Sieri), segretario del re Manfredi, venne da Bologna in Sicilia, terra dei Pepoli nel 1330 in occasione della concessa castellania di Trapani, avuta da Manfredi in segno della sua "fedeltà et in compenzo di Militari servigi. I Sieri Pepoli, più volte senatori e capitani di giustizia, mantennero stretti contatti con i cugini bolognesi (proprietari del borgo divenuto Castiglion de'Pepoli). Nel corso degli anni furono baroni del Casale del Culcasi, Mongiardajini, Pescaria, Fiumegrande, Rabici e Mondura" e acquisirono parecchie proprietà terriere, come la signoria delle terre di Misiliscemi, Xhigiari, Xhaurini, Mezzegrane, Recalcata, Falconara, Misilicaravi detta Fontasalsa, Sabuscia, Pavonazzo la Ballata e della tonnara di San Vito lo Capo. Alcuni familiari sono stati mecenati, come Riccadonna (d




I Sieri Pepoli - Compendio - parte quarta
(INEDITO)


Immancabilmente, dopo tanto scrivere, arrivò per fra Pietro Giustiniani un momento di confusione. Così, nella foga di annotare e numerare i diversi rampolli della nobile casata Sieri Pepoli, ripete la cronografia e replica quattro persone (annotate dall'83 all'86). D'interesse il secondo matrimonio d'Elisabetta di Giovanni VI con Guglielmo Crapanzano, patrizio e nipote di quel Guglielmo che istituì nel lontano XV secolo il jus beneficialis nella propria cappella della scomparsa chiesa di San Benedetto (che si trovava in frontespizio alle carceri di via San Francesco, volgarmente dette della Vicaria) e la citazione di Riccardo V, paggio di Carlo V d'Asburgo, morto in età giovanile "presso sua Maestà Cesarea".





I Sieri Pepoli - Compendio - ultima parte
(INEDITO)


Ecco l'ultima parte del "Compendio" di Pietro Giustiniani con i richiami di Filadelfo Mugnos (1607 -1675) e di Andrea dal Pozzo (1617 - 1697). Rilevante l'annotazione del frate su "Giovanne nono di Gerardo IV sacerdote, di vita esemplare fondatore della Chiesa del Santissimo Rosario morì con fama di santità" e su "Teresa di Mazziotta terzo, Donna di vita esemplare, che servendosi delle rendite annuali del suo partitario per la sua sostentazione di sé e di due serve di casa impregando il rimanente in elemosine e mariaggi annuali d'orfane. Morì con fama di santità e doppo la sua Morte li pezzetti dell'habito diviso tra Cittadini devoti hà conferito diverse gratie a coloro che hanno ricorso alla bontà divina à sua intercessione pubblica e relatione della città e di tutti li Religiosi e Panegirico nel suo funerale". Significativa la citazione di "Giacomo dodicesimo genero di Giuseppe Mollica famoso nell'Astrologia, pronosticandosi il mes


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