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Trapani invittissima.it - sito d'interesse storico e culturale,testi archivistici inediti sulla Trapani antica - mail: trapaniinvittissima@libero.it
www.processionemisteri.it di Salvatore Accardi un sito diverso sulla vera storia dei Misteri di Trapani, tratta da documenti archivistici
Comunicato dell'associazione "Salviamo la Colombaia": venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 17.00 presso la Vicaria di Trapani, "Un'oasi di sale nel Mediterraneo", presentazione della tesi di laurea degli arch. Riolo e Velletri.
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38 dipinti di casa Riccio Morana venduti ad una nobile palermitana
Come altri patrizi trapanesi, anche il barone Giacomo Riccio Morana di certo era annoverato tra i componenti della Compagnia dei Bianchi e forse anche di qualche congregazione, considerate le numerose opere mistiche possedute, tra cui, alcune con la riproduzione di quattro stazioni della via crucis ravvisabili negli omonimi gruppi dei Misteri di Trapani: "l'orazione all'orto, l'Ecce Homo, la coronazione di spine e la discesa dalla croce". E non solo, il barone era anche estimatore e devoto di Fra' Santo di San Domenico, del quale custodiva la cintura ora posta nella nicchia propria del mancato beato nella chiesa dell'Itria di via Garibaldi.
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Brigida Grignano mancata copista dell'Antigone
Confidando nell'abilità di ritrarre qualsiasi dipinto e considerata l'eco sparsa in città sul quadro l'Antigone, Brigida Grignano, probabilmente avendo preso incarico da uno sconosciuto acquirente, chiese al sindaco di Trapani di prelevare dalla pinacoteca comunale e produrre la copia dipinta da Giuseppe Mazzarese nella propria abitazione assieme un soccorso finanziario.
Spese funebri d'agiati defunti
Nel prospetto, con riguardo ai nomi d'alcuni defunti, sono evidenziate le tariffe medie praticate dai prelati di primarie chiese trapanesi. Raffrontando le cifre esposte si rileva la tariffa pagata dagli esecutori testamentari di circa un'onza all'arciprete della chiesa di San Pietro, al parroco di San Francesco, al ciantro di San Lorenzo e al parroco di San Nicolò e quasi di due onze al parroco della chiesa di San Domenico per la sonatura delle campane, cifre valsente a sei settimane lavorative di un mastro, che in quel tempo percepiva un salario mensile di un'onza e qualche tarì spicciolo. I parroci delle chiese minori si accontentarono in media di una decina di tarì.
L'attaccamento alla vita terrena non esulava la postuma e purgante, perseguendo l'ancestrale retaggio del culto dei morti ecclesialmente amplificato dalla conquista della vita eterna garantita con corresponsione appropriata, secondo lignaggio, di debita elemosina e le scritture notarili sono strapiene di attestazioni e apoche sui postumi pagamenti di spese funerarie e acquisizione dei loculi sepolcrali.
Wolff & C, John e William Woodhouse, Kloj B. Meynertz, H. J. Engelbrecht, Mattia Rindavets, Vincent Minor, Nethaniel Hore, Toder Horst e Willerding, Nicolò Osterstrom, Spiridione Ducovich, Giorgio Marco Capitanich, Gustavo E. Lundstedt, Costantino Samuele Rafanesque Schomattz, Guglielmo Kempthon, Mell Pott, G. Reynier, sono questi i nomi di capitani e di commercianti esteri che hanno solcato il mare e dimorato per diverso tempo a Trapani nel primo ventennio dell'Ottocento.
1716 ratifica di alcune norme dei capitoli della maestranza dei calzolai del 1657
Nel registro degli omnia acta del senato trapanese del 1716 l'oggetto di un documento è segnato con una crocetta a matita nel margine sinistro. E non è la prima volta che notiamo simili segni soprattutto nelle scritture notarili dove alcuni passi del testo, per essere citerati o scritti con grafia pessima, sono stati contrassegnati da un punto interrogativo a matita da chissà quale sorta di studioso. Ciò che ha destato la nostra curiosità non è la lettura del capitolo dell'arte dei calzolai ratificato nel 1716, bensì il richiamo ad una lettera del 26 agosto 1620 inerente l'approvazione dei capitoli delle arti da parte dell'ufficiale del Tribunale del Real Patrimonio di Palermo.
I diplomi di prestigiose accademie conferiti al canonico Nicolò di Gregorio
Sul modello delle più colte città d'Europa furono istituite in Trapani alcune Accademie Letterarie. L'Enciclopedia, alla voce Academie, fa menzione delle Accademie Poetiche di Trapani. I membri di una di queste società, appellaronsi da prima della Lima, nome del suo fondatore. Vollero indi nominarsi della Civetta, uccello sagro a Minerva. Questa letteraria adunanza venne ristorata, e ridotta in miglior forma ai 20 Aprile 1760 facendosi ella ben conoscere, per le tante sue rime, pubblicate in varj tempi ottenne, che molti intelligenti scrittori ne facessero onorata menzione. Il suo stemma mostra nella cima una civetta, e nel centro una cornamusa, col tubo porta-fiato immerso nell'onde. S
1854 - quel tale Giuseppe Parisi ceisellatore
Non avendo notizia certa difficilmente può attestarsi che è Giuseppe Parisi, l'artista orafo della balconata del gruppo "Ecce homo" cesellata nel 1881, letto in tre lettere indirizzate all'intendente Filadelfo Artale. Si segnala quanto scoperto nel "fondo intendenza" dell'A.S.Tp, fascicolo nr.1148, in modo che si possa approfondire e lasciare una testimonianza.
la pertinacia di una vendifiori
Successivo al moto carbonaro accaduto a Palermo nel 1820, con il reale rescritto del 13 marzo 1822, si dette una definitiva stoccata alle consolari maestranze intrufolate nella gestione pubblica e politica, che parteciparono alla sommossa. Ma, ciò non significò per le maestranze il completo abbandono delle consuetudini e d'alcune norme che regolarono i mestieri, il garzonato e l'intera gestione ancorata ai vetusti capitoli anche se rinnovati nel corso degli anni. Infatti da alcuni documenti si evince una testimonianza di quanto fosse profondo il legame all'interno di ciascuna antica arte, ora ceto e poi professioni, i cui membri nel primo ventennio dell'Ottocento erano chiamati mastri di un mestiere.
Sull'Antigone di Giuseppe Errante
Sul dipinto "Antigone" riscontriamo altri cenni nelle attestazioni e delibere del decurionato redatte tra il 1827 e il 1828. Nella seduta consiliare del 29 maggio 1827, l'assemblea del ghota trapanese, costituita da trenta consiglieri (tra cui tre notai, diversi medici, due insigni negozianti d'esportazione del sale, "duca, baroni e baronelli") discusse la supplica presentata dal pittore Giuseppe Mazzarese, che avendo custodito nel corso di due anni il quadro di Errante nella propria abitazione, chiedeva un compenso per la sua straordinaria prestazione. Il documento rappresenta una rara testimonianza storica perché riporta notizia anche per la costituenda pinacoteca comunale inaugurata, anni dopo, in una sala della confraternita dei Bianchi della chiesa di San Giacomo (oggi sede della biblioteca Fardelliana).
Nel 1796, Mario Marrone incappava in una vicenda giudiziaria per via di un orologio d'oro e per la mancata corresponsione di suo lavoro prestato alla sua accusatrice Maria Anna Abrignano. L'evento è riepilogato nella lettera allegata al transunto del notaio Giuseppe Anastasi, avallato dalla fede di cinque colleghi.
Sul medico Calcedonio Marini, mammane e cerusici
I medici di quel tempo somministrarono ad ammalati di sifilide la cosiddetta cura mercuriale, che consistette nel dare purghe e salassi considerati indispensabili a ridurre gli effetti dannosi della malattia. In particolare sottoposero gli ammalati anche all'inalazione di caldi vapori acquei che causarono in loro un'abbondante sudorazione, ritenuta necessaria al recupero dell'infezione.
Intorno ai medici fisici e chirurgici trapanesi
Per averli riscontrati in diverse scritture notarili, dove esiste testimonianza di prescrizioni o di attestazioni riguardanti lo stato di salute o di degenza d'alcuni pazienti, ricordiamo diversi medici, sia fisici che chirurgici, che prestarono specifica attività anche nei pubblici ospedali e nei pii istituti trapanesi.
Intorno ai medici fisici e chirurgici trapanesi - seconda parte
Sulla biografia dei medici Antonino Manca, Luigi Giannitrapani, Filippo De' Blasi, Giuseppe Fiorentino, Giuseppe Piombo, Giacomo Adragna, Carmelo Calandro, Giuseppe Adragna Vario ....
l'abbeveratoio dell'Annunciata
Il 15 aprile 1652, nel registro dei "copia lettere" del senato trapanese si annotò la missiva del duca Roderigo Mendoza y Roxas y Sandoval sulla manutenzione dovuta dai giurati trapanesi all'abbeveratoio e fontana costruiti anni prima dai padri carmelitani, nello spiazzo antistante l'ingresso della chiesa della Santissima Annunciata.
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I documenti, bisogna ricordare, non sono la Storia, ma gli elementi che contribuiscono a fare la Storia. Presi singolarmente, essi dicono solo parte della verità, e talvolta, una parte molto fuorviante. (Denis Mack Smith)
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