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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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l'Ora Italica

Trapani Invittissima


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Dal 1820, anche gli scrivani comunali del Regno delle Due Sicilie registrarono i decessi dei cittadini nel registro di stato civile annotando le generalità e l'ora del trapasso del de cuius sovrastando in tal modo il jus secolare di attestati di defunti redatti nelle sagrestie parrocchiali. Così, ad esempio, nel registro dello stato civile dei defunti del comune di Trapani, nell'anno 1833 leggiamo il decesso del poeta Giuseppe Marco Calvino avvenuto il 21 aprile alle ore sedici in Via Rua Nuova. Nelle gare d'appalto e nelle sedute dei senatori e poi del decurionato si annotava l'orario, che compariva anche nei testamenti rogati nei primi anni del Seicento dinanzi la luce del lume e alle tre di notte. In un'apoca del 1807 constatiamo l'orario della cattura dei coniugi Sieri Pepoli imbarcati sopra lo sciabecco Gesù Maria Giuseppe a circa ore sei e mezza. L'azione piratesca avvenne il 26 settembre 1803, essendo l'aere oscuro e tempestoso, furono improvvisamente assaltati con l'intero equipaggio da un Corsaro Tunisino, e condotti, dopo otto giorni, Schiavi in Tunis. E ancora, notiamo in una scrittura notarile che il vice console inglese Salvatore Malato s'elesse senatore all'una di notte nella seduta consiliare del 5 maggio 1813, otto anni prima il decesso di Napoleone Bonaparte. In questi documenti, come in parecchie e svariate dichiarazioni, dispacci e bandi, si riscontrano orari indefinibili, che esulano dalla nostra attuale conoscenza di misurare il tempo. L'esempio eclatante lo rileviamo comparando l'attuale orario scolastico osservato nelle scuole minori con quello riportato nel novembre 1833.

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