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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Magistrato di Salute

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§ 9 Del Magistrato di Salute


Viene appresso il Magistrato di Sanità. La peste è un flagello sterminatore delle Popolazioni. Un male così terribile debba tenersi ad ogni costo lontano. Non dee permettersi, che dilatarsi in un Paese, esca di là ad infettare delle nuove contrade. Si ottiene ciò cogli opportuni rimedi. Giacchè sin d'allora, che la peste sortì la sua origine dalla Siria, come si rileva da la placa governo di Sanità folio 2, e fatta grande stabilì la sua residenza nell'Oriente, da onde girando quasi ogn'angolo del mondo, si è veduta giungere disgraziatamente sino alle nostre contrade. Sin d'allora, dissi, s'istituì il Nobile Magistrato di Sanità, riputato il più necessario, che deve piantarsi in una Republica, come ci avverte il Muratori della "Publica Felicità" capitolo 29. Fu questa un opera del Serenissimo re Carlo III Borbone, autenticata con reale diploma dato in Napoli a 4 aprile dell'anno 1746 esecutoriato in Palermo a 7 maggio del medesimo anno. Istituì dunque questo Sovrano con paterna cura, quattro Magistrati di Salute nel Regno di Sicilia, e tra questi fu quello della Città di Trapani. Distende questo la sua giurisdizione dal Capo di S. Vito sino alla Licata. I Deputati di questo Magistrato sono il Capitano Giustiziere, che n'è il capo, i quattro Senatori, tre Deputati Nobili, tre Medici che sono i consultori, un Avvocato Fiscale, il Procuratore Fiscale, il Maestro Notaro, l'Attuario e diversi subalterni. Cura di questa Diputazione ella è di dare la prattica a tutte le barche che arrivano nel porto di Trapani, provenienti da paesi stranieri, ed invigilare se vi sia sospetto d'infezione. Far consumare la contumacia colle guardie a vista per vari giorni, più o meno alle barche infette ed anche sino alli quaranta, secondo i luoghi da onde sono provenienti. Accorrere nelle circostanze in tutte le coste del suo dipartimento per dare li ripari opportuni, acciocché l'infezione non passi avanti. Spedire i passaporti, le patenti a quelle barche, che devono partirsi da Trapani, col numero tanto de' marinari quanto ancora de' passeggeri. Insomma si stende tant'oltre l'autorità di questo importantissimo Magistrato, che per il dritto di natura, i sudditi sani possono fin anche negare il commercio al loro Principe infetto, come sostiene il cardinal de Luca nella sua opera. Tanto ciò vero, quanto, che Carlo V imperatore arrivato in Trapani l'anno 1535 dopo la riportata vittoria nel Regno di Tunisi, si mantenne nel forte della Colombara e quindi ricevette la prattica del Magistrato di allora. Anzi, si assoggettò a tutte le leggi del Tribunale della Sanità. Tanta è grande l'esattezza colla quale si procede in materia di Salute.

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