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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Maria Encarnacion Cabello Diaz

Autori









Dedicatoria de Juan de Ovando (poeta cofrade malagueño) al señor de las varonias de la ciutad de Alcamo, Cacam y Calatafimi

La signora Maria Encarnación Cabello Díaz, con le proprie pubblicazioni mantiene costante l'antica relazione tra Malaga (detentrice del mistere del Puente del Cedrón) e Trapani (del mistere della Caduta al Cedron) e si compiace anche di segnalare le affinità storiche tra le due città, le relazioni, gli antichi connubi tra autorevoli personaggi spagnoli, siciliani e napoletani. Le testimonianze di centinaia tra soldati, alfieri, ed ufficiali spagnoli si trovano sparse in parecchie minute notarili, oltre i loro testamenti e non solo, anche gli antichi titoli onorifici ispanici riportano i nomi delle città a noi viciniore, come rileviamo nel suo articolo riguardo titolo onorifico di don Juan Gaspar Enríquez de Cabrera barone di Alcamo, Caccamo e Calatafimi.






LOS ESPAÑOLES Y LOS DESCUBRIMIENTOS DE HERCULANO, POMPEYA Y STABIA

Yo estoy grandemente obligado al Vesubio, porque me ha conservado, por espacio de tantos años, este gran tesoro.
Sono grandemente obbligato al Vesuvio, perché mi ha conservato, per lo spazio di tanti anni, questo gran tesoro.

Così Carlo III di Borbone ricordava in Spagna il febbrile lavoro degli scavi eseguiti a Pompei, Ercolano e Stabia, città che subirono la catastrofica eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. La direzione dei lavori è stata affidata ad ingegneri spagnoli, che continuarono per anni ad estrarre dalle città sepolte, i templi ed i tesori artistici. In questo articolo,
María Encarnación Cabello Díaz descrive e riassume il lavoro svolto dalla squadra spagnola, l'interesse artistico del monarca Borbone e rammenta il vicerè Fogliani, che seguì per un certo tempo l'andamento degli scavi. Grazie alla loro opera e collaborazione ammiriamo ciò che il passato ha sepolto e gli spagnoli riportato alla luce.



Giovanni Vella

Mantenía sus costumbres, siendo una de ellas, la de llevar siempre un zarcillo en la oreja, según la tradición de los pescadores sicilianos. (Manteneva le sue abitudini, tra le quali quella di portare sempre un sarchiello nell'orecchio, secondo la tradizione dei pescatori siciliani). Giovanni Vella, trapanese, trasferitosi nella città spagnola di Santoña, portava come da consuetudine il circeddu, cerchietto, orecchino rotondo (un tempo detto anche alla cinesa) infilato nell'orecchio dai borgesi e dai marinai. In svariate scritture notarili riscontriamo marinai assoldati a lavorare o impiantare addirittura le tonnare fuori della Sicilia e soprattutto in Sardegna. Erano uomini dotati di forte carattere e abnegazione, che si trasferivano nelle città costiere del Mediterraneo. L'articolo della professoressa Maria Encarnacion Cabello Diaz ci riporta indietro negli anni a ripercorrere un momento della vita di Giovanni Vella che a Santoña realizzò la propria industria conserviera della salagione dell'acciuga, angiova - anchoa, facendo tesoro dell'esperienza acquisita probabilmente in una delle tante tonnare sparse nel trapanese sull'antico procedimento di salagione del tonno pescato nel nostro mare (lavorato, affettato, posto con il sale nei barili ed esportato ovunque dai commercianti trapanesi, napoletani e palermitani), ideatore della conservazione del prodotto in lattina, prima con uno strato di burro poi con "filo d'olio".




El collar de la reina Margarita

la collana di Margherita di Savoia

Le notizie che si leggono nella stampa possono essere certe o non certe e a volte, esistono alcuni eventi che hanno maggiore attendibilità su altri. Allo stesso modo, nei fatti gradevoli c'è sempre un desiderio, da parte del lettore, di credere realmente in ciò che sta leggendo.



Il presepe di Francisco Salzillo

I primi presepi che si realizzarono a Murcia si ispirarono alle figure napoletane quantunque, poco a poco senza perdere la bellezza dell'italiano, gli scultori di Murcia adottarono uno stile proprio adattato più al realismo spagnolo. Sorsero le figure di pastori e di comune gente, con vestiti umili in contrapposizione agli abbigliamenti multicolori che offrivano i presepi di Napoli; sculture complete, ed espressive per la piegatura degli abbigliamenti, oltre che nel viso e nelle mani. Il maggiore rappresentante della scultura del presepe del secolo XVIII spagnolo è Francisco Salzillo, che realizzò nel 1776 il suo famoso presepio, ed in un'età avanzata, su incarico di Jesualdo Riquelme Fontes.




Cinque secoli dopo Boccaccio

La notizia, riportata dal giornale "l'Avvisatore Malagueno" del 1868 di un botta e risposta tra il cardinale Andrea Antonelli e il redattore del giornale "la Gazzetta di Firenze", è interessante perché l'alto prelato ripagava un articolo contrariante con un'allusione di un appuntamento di stile boccaccesco. Il fatto è stato mal visto nell'ambiente di quel tempo, per aver usato il cardinale una frase dell'autore del "Decamerone".



El conde de Trapani - prima parte

La relación del conde de Trapani con la historia de España pudo haber sido vital para el periodo de la segunda mitad del siglo XIX. Su nombre figuró en la lista de los posibles candidatos al matrimonio con la reina Isabel II de Borbón.



El conde de Trapani - seconda parte

Sul mancato compromesso del combinato matrimonio tra Francesco di Paola dei Borboni di Napoli, conte di Trapani ed Isabella II dei Borbone di Spagna.



Giuseppe Mazzini

el periódico El Avisador Malagueño, importante rotativo de la ciudad de Málaga en el siglo XIX, divulgaba una noticia, en las páginas dedicadas a la "Crónica Extranjera", referida a Italia. En ella, hacía mención a una posible llegada a Locarno (Suiza) de Giuseppe Mazzini, por lo que los austriacos ya habían empezado a prepararse como si se tratara de una gran invasión. Sin embargo, la alarma era totalmente infundada, puesto que se trataba de una pacífica comisión procedente de Caviano.



a proposito del ducato di Alburquerque

La coinvolgente descrizione di Alburquerque, comunità autonoma nell'Estremadura vicinora al Portogallo.



la terza parte del Poema a Sicilia

Del mar un líquido brazo, en un codo recogido,estancava lo sereno vendiéndose cristalino.



Poema a Sicilia II

È un componimento barocco carico di metafore e sublimazione delle deità scritto dal malagueno Juan de la Victoria Ovando Santarem y Gómez de Loaysa, cavaliere, militare e poeta del XVII secolo, confratello della Confraternita di San Giovanni della Colonna e della Confraternita del Ponte del Cedron nella stessa chiesa, profondo devoto della Madonna della Vittoria.


Poema a Sicilia

Don Juan de la Victoria e Santaro Ovando Gomez Loyasa, è stato un personaggio benvisto nella società malaguena XVII secolo; scrittore, poeta e militare ha aderito anche ad un profondo fervore religioso. Don Juan ha scritto una lunga Fabula dedicata alla Sicilia, nella terza sezione del suo libro dal titolo "Ocios de Castalda". Per il particolare interesse destato in questo sito siamo lieti di pubblicarlo nella sua interezza; anche se a causa della lunghezza lo facciamo con vari documenti rispettando la vecchia ortografia del castigliano antico.


Maria Encarnacion Cabello Diaz, dottoressa in "Storia moderna e contemporanea" insegna nella "Scuola Superiore di Turismo Costa del Sol" di Malaga. E' autrice di testi sulla settimana santa di Malaga; è un appassionato ricercatore dei riti e del folclore malagueno e componente del consiglio di redazione della rivista "La Saeta" di Malaga.









CORRESPONDENCIA ENTRE JUAN ANDREA DORIA Y EL REY FELIPE II (Segunda parte)

Publicamos ahora la segunda carta de la correspondencia entre Juan Andrea Doria y el rey Felipe II. Fue escrita el día 30 de septiembre del año 1562, en galera desde el Cabo de San Vito.



CORRESPONDENCIA ENTRE JUAN ANDREA DORIA Y EL REY FELIPE II (Primera parte)


A la amplia correspondencia existente entre el rey Felipe II y el marino Juan Andrea Doria (sobrino del almirante italiano Andrea Doria), se han añadido recientemente dos cartas que han sido publicadas por el Archivo de la Frontera .
Son misivas que fueron escritas desde la misma galera del marino a continuación de la catástrofe de Gelbes (Djerba, Túnez), en la que fue derrotado el Duque de Medinaceli, virrey de Sicilia y que ocurrió en el año 1560. En ellas, se observa un gran movimiento de naves entre Argel y Estambul.



Santa Gemma Galgani

Il prossimo 11 aprile 2010 ricorre l'anniversario del trapasso di Gemma Galgani, particolarmente legata all'ordine dei Passionisti. Maria Encarnacion Cabello Diaz espone sulla Santa e descrive la cappella dedicatale a Malaga nella parrocchia dei Santi Martiri.




la Festividad de San Josè

Il 19 marzo si celebra la festività di San Giuseppe. Maria Encarnacion Cabello Diaz presenta una interessante esposizione sulla figura di San Giuseppe e commenta l'opera artistica della Sagrada Familia del pajarito, di Bartolomeo Esteban Murillo, esposta al Museo del Prado di Madrid


la Sagrada Lanzada

Nell'articolo, Maria Encarnacion commenta, descrive e raffronta il paso malagueño della "Sacra Lancia" e del mistere trapanese di "Longino e la ferita al costato" soffermando e analizzando l'aspetto storico ed artistico delle due opere, con accostamenti e riferimenti del Vangelo ecumenico apocrifo. ...
"Riguardo Trapani estrapoliamo la scena di uno dei Gruppi dei Misteri, opera di Domenico Nolfo, "la Ferita al Costato" di gradevole composizione. La scenografia è la stessa del Crocifisso malagueño, tuttavia, c'è un elemento diversificante: Longino non va a cavallo ma a piedi ed è posato anche nel lato sinistro del gruppo". ...


Festividad de las XL horas

La festa delle 40 ore è presente nei culti che la confraternita del Ponte celebrava agli inizi dai suoi confrati. Questa fratellanza del Ponte del Cedron è apparsa nello scenario religioso malagueno come una sezione o filiale della Confraternita del Santo Cristo della Colonna, la cui fondazione è avvenuta nel convento della Santissima Trinità, nella prima metà del XVII secolo, in particolare nella primavera del 1633. Quando quest'ordinamento si è riunito per redigere il suo primo statuto, i confratelli, che erano trentatrè in memoria dei 33 anni vissuti di Cristo, predisposero dieci articoli il cui fine era lo stare insieme nella caritatevole confraternita, "per abbattere il diavolo e la sua zizzania".



Sant'Alberto di Siviglia

La imagen del santo siciliano se encuentra en el centro de un retablo situado en el sevillano convento del Buen Suceso, edificio que se halla ubicado en la plaza del mismo nombre de la ciudad del Guadalquivir. La iglesia forma parte del conjunto conventual de la Orden de los Carmelitas, frailes que llegaron a Sevilla a mediados del siglo XIV, concretamente, en el año 1358.



la MADONNA DI TRAPANI e la PRIMERA VIRGEN DEL CARMEN

l'analisi iconografica e iconologica di Maria Encarnacion sul simulacro della Madonna di Trapani e sulla Vergine del Carmine di Malaga .... Otra versión atribuye la escultura a la escuela de los Pisano, quienes la realizaron para la isla de Chipre en el siglo XIII. Sin embargo, las fechas en las que vivió esta familia de artistas, no coinciden con las expuestas anteriormente. Por lo que hoy se puede afirmar, casi con seguridad, que el autor de la imagen permanece en el anonimato. Ante la invasión de los turcos, la escultura fue llevada hacia el este del Mediterráneo, quedándose, de manera milagrosa en la ciudad de Trapani.



Il principe di Lignè, "un Grande di Spagna"
Príncipe de Lignè, Grande de España

Noble español de origen flamenco, militar y político, Claude La Moral, príncipe de Lignè y virrey de Sicilia (desde 1670 a 1674), poseía, entre otros títulos, el de Grande de España.


Le cinque torri di Cadige

El mar, la bahía, las torres de la muralla, los nombres de sus puertas (Puerta de Tierra), sus barcos, sus playas, el viento, y otras muchas circunstancias, recuerdan enormemente a la antigua Drepanum.


Calderon de la Barca y el Virrey de Sicilia

Hace unos días, Salvatore Accardi ha publicado en este mismo sitio, un artículo sobre “Il mal contagioso a Smirne”. En él, mostraba un escrito, fechado en el año 1650, del virrey de Sicilia, Rodrigo de Mendoza Rojas y Sandoval, duque del Infantado. Se trataba de una pragmática con las instrucciones a seguir como consecuencia de la epidemia.


Sul terremoto di Messina e Reggio Calabria
Malaga y el Terremoto de Calabria y Messina

En Messina, las réplicas de los temblores de tierra se volvieron a notar a los pocos días, causando un gran pánico entre la población. En los hospitales, los enfermos y heridos que tenían fuerzas, corrían buscando las salidas.






Settimana Santa prima parte


Settimana Santa seconda parte




Settimana Santa a Malaga


Durante los siglos XVI y XVII, se fundarán la mayoría de las hermandades y cofradías vigentes hasta la actualidad, al amparo de las primeras parroquias (Santiago, El Sagrario, Santos Mártires y San Juan) y de los recién creados conventos de órdenes religiosas (Trinitarios, Dominicos, Mercedarios, Franciscanos y otros).


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