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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Presentazione

Trapani Invittissima


Perché Trapani Invittissima?


Per chi studia la storia di Trapani la risposta è spontanea. Perché non esiste atto notarile o alcun documento scevro di questa parola che ha invigorito la coscienza dei passati cittadini … non vinti ed invincibili; il ricordo di un regio apprezzamento e stilema riportato in lapidi e nelle scritture del Senato di Trapani e in quelle redatte dai notai vissuti in un periodo fulgido e misero nel contempo.

Se è piacevole il conoscere la propria vita presente con la sapienza degli avvenimenti passati; se è idealmente quasi una scelta lasciarsi lusingare dalle bizzarrie liete o dalle azioni oscure dei nostri predecessori, allora di questo sito si potrà fare uno strumento utile e interessante del conoscere e d'autocritica, integrandola con le sue pari. Saranno qui, infatti, trattati episodi di vita vissuta, d'usi e costumi del nostro recente passato, di notizie carpite dalle pagine sbiadite di numerosi atti: l'intero risultato di una ricerca incessante e bensì piacevole.

Dalla lettura delle pagine rattrappite, non proprio sempre agevole, dei testi archiviati non solo sono state "scoperte" curiosità e particolari nascosti anche di famiglie scomparse, di vicende segrete che conducono addirittura fino al lontano 1439, ma si sono lette quietanze, attestazioni, lettere e contratti esteri, pieni di valutazioni monetarie, oggi difficilmente comprensibili: questi beni indicati negli atti, per parecchio tempo sono stati valutati in denaro di giusto peso nella stretta ed isolata piazza d'armi di Trapani.

La Trapani che ho ricostruito nella mia mente durante il ricercare è una città dal piccolo porto ed industriosa, che si presenta al secolo XIX, con baroni fino ad allora ancorati a privilegi feudali e agli allodi, affiancati prepotentemente da un'agiata classe di nova luce, gabelloti e medici innovativi e numerosi avvocati ruffiani, elemento di continuità col presente, e impresari teatrali improvvisati e raiss potenti e prelati avvinti da regole ataviche.

Il secolo di questa Trapani fu carico d'avvenimenti vari e oscuri, di moti e rivolte, di combinati matrimoni all'interno di consolidate caste patrizie, forensi e mediche, di un ristretto pull d'imprenditori, degli accomodamenti risorgimentali voluti dall'alta borghesia cittadina, di un passato patriarcale e feudale, che gradualmente uscì dagli schemi mentali tradizionalmente di matrice borbonica.

La stesura degli argomenti segue due propositi: far fede ai dettami degli atti notarili e abbozzare una realtà cittadina scomparsa, nonché all'utilizzo dei Registri di Stato Civile e dei Registri delle Persone intervenute negli atti notarili, dal 1820 al 1862; e l'essere e dare su tutto, il valore all'atto originale privilegiando l'inserimento di testi antichi che,
inutili ai morti giovano ai vivi, perché destano affetti virtuosi, lasciati in eredità dalle persone dabbene. (Ugo Foscolo - I Sepolcri, 1814).


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