Nuova Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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sui riti della Settimana Santa trapanese del 1752


Molto è stato scritto sui riti della Settimana Santa trapanese: da Giovanni Francesco Pugnatore, a Benigno da Santa Caterina e Fortunato Mondello, i quali non hanno approfondito il rito ecclesiale del loro tempo. Non ovviando o nascondendo nulla sulla ritualità e sui dissapori all'interno delle chiese trapanesi e dei personaggi che vi gravitarono attorno, riportiamo ciò che avvenne nel recente passato, non restringendo alcun avvenimento, anzi estendiamo le vicende a volte sottratte silenziosamente e deliberatamente alla conoscenza popolare, coscienti che fino a quando non s'ebbe il vescovado istituito nel 1844, le dispute tra la chiesa di San Lorenzo e quella di San Pietro, scoppiarono cronicamente di decennio in decennio. Dagli atti notarili apprendiamo notizie su specifiche convenzioni, spesso non rispettate dagli arcipreti e dai ciantri, che s'arrovellarono il cervello nel realizzare le personali preminenze nelle processioni, l'adempimento della reggenza di madricità di ciascuna chiesa, la scelta delle vesti talari ed altro. Erano personaggi discussi e temibili, che rigorosamente difesero la moralità ecclesiale riparando a tanti torti affioranti anche da quotidiane vicende e da affari particolari che scaturivano da comuni e terreni interessi mercantili. Sui riti della Settimana Santa è stato redatto un alberano d'otto pagine, scritto da mano aliena il 22 marzo 1752, ratificato dal vescovo mazarese Castelli, sottoscritto dall'arciprete Baldassare Reggio e dal ciantro - architetto prattico - Giovanni Biagio Amico, rappresentanti rispettivamente il capitolo di San Pietro e quello di San Lorenzo, allegato al citato atto notarile.



sulla processione di San Sebastiano
(INEDITO)

Alle soglie dell'Ottocento, la processione di San Sebastiano si commemorava il 20 gennaio nella chiesa di Sant'Antonio, non distante l'ospedale militare intitolato al martire. In quel luogo, un tempo magazzini ad uso dell'ospedale di Sant'Antonio e posto di fronte l'omonima porta, si curavano gli ammalati detti incurabili (poi parola velata per far intendere gli affetti da sifilide). L'istituzione era nata nel 1541 per iniziativa privata e poi trasferita ai giurati trapanesi, che ne fondavano la deputazione su cui presiedeva due rettori benvisti.Tanto riferisce un vivente storico che ha estrapolato la fonte dal manoscritto "Annali" del parroco Giuseppe Fardella e da Giovanni Francesco Pugnatore, nella sua "Istoria di Trapani" del 1595.



la processione della Madonna del 1858

Non impropriamente può dirsi essere la Madonna di Trapani la "Madonna della Marineria", che per secoli, ha abbellito la cappella della Vergine e l'ha condotta in processione per le vie della città.



il permesso della processione dell'Addolorata

Giuseppe Aliotti, priore della Congregazione della "Madre Addolorata" detta della Pace, dal settembre 1855 a quello del 1858, puntualmente chiese all'intendente in carica l'autorizzazione di fare processione con la statua dell'Addolorata per le vie della città.


il festino di mezz'agosto

Circa le ore 23 il Senato, in tutta gala, preceduto dalla sua cavalcata, si porta al gran tempio di Nostra Donna fuori le mura, e quindi ricevuta la benedizione, nel modo stesso torna. Illuminazione di tutta la frontiera di Levante: in tutte le campagne: nella marina: e nell'isole adiacenti: artificio di fuoco a mare; trattenimenti di musica: grande altare illuminato a cera: illuminazione in città e nel frontespizio della casa del Senato dove siegue trattenimento in musica.


il digiuno e la processione di Sant'Alberto

Quell'anno la peste contagiò nuovamente i trapanesi che invocarono la protezione di Sant'Alberto degli Abati loro patrono. Regredendo il contagio, l'amministrazione cittadina gratificava l'intercessione tributando 40 onze annuali per trasformare in dammuso la cappella dell'ex cella di Sant'Alberto nella chiesa dell'Annunziata. In merito, disposero la processione annuale della statua argentata con la reliquia del cranio del Santo, forse istituita per la prima volta il sette agosto 1624 (conforme si farà hoggi), proclamando in suo onore il digiuno.


l'invenzione della croce

la processione dei fanali

l'angelica croce

le regole contrastanti

la scinnuta di Liborio

il fazzoletto di Liborio


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