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Trapanesi illustri > Mercanti
Don Salvatore Malato, capitalista
Nelle scritture notarili del Seicento incontriamo spesso i Malato, famiglia che in seguito a diverse fortune commerciali si affermava tra i ricchi trafficanti marittimi trapanesi di fine Settecento con Salvatore. Già nel 1748 una loro abitazione si trova nell'elenco dell'isolato di San Giulianello sito nel piano di San Pietro (non distante Porta Grazia, che costituì l'avamposto d'accesso per la Marina Grande). Salvatore Malato è stato un personaggio di spicco dell'imprenditoria trapanese. Nato nel 1756 da Rocco e da Filippa Scalabrino, iniziato dal padre agli studi primari, si dedicò al commercio dei prodotti indigeni di tessuti, quali pregiati fustaini blu e neri, merletti importati dall'Inghilterra, nazione che rappresentò con l'incarico di vice console. Nella volta del quarto nobile, Don Salvadore fece affrescare la scena raffigurante il commiato di Ettore da Andromaca e dal figlio Astianatte alle porte Scee, opera pittorica neoclassica che attribuiamo a Giovanni Lentini. L'affresco è stato rimosso e distrutto alcuni anni fa per far posto a "decorose" griglie d'impianto d'aria condizionata. Su quest'opera, della quale conserviamo uno schizzo a matita, è opportuno segnalare il giudizio di uno pseudo-critico d'arte marsalese che la attribuisce al sacerdote Domenico La Bruna, ahimé, scomparso parecchi anni prima e sul finire del Settecento.
tra i consoli trapanesi del primo Ottocento: Salvatore Malato
Era un personaggio scomodo temuto perfino da Benigno da Santa Caterina che lo menziona in modo velato con altri emergenti capitalisti nel suo manoscritto "Trapani Profana": "Se gli si metta ad ognuno di questo ricchissimo Prodotto il suo prezzo proporzionato, si scopre a chiari occhi, che arriva alli Milioni, e specialmente del corallo, quale si calcola tra le gemme preziose, e di gran valore. Questa senza fallo, è la ragione per cui que' Trapanesi Negozianti, che vogliono avanzare i suoi Capitali, divengono in breve tempo ricchissimi. Di questi Capitalisti, ve ne sono oggi al giorno e nello stato presente più di cinquanta. E NOI potessimo qui nominarli, uno per uno, se non temessimo procacciarsi la loro indignazione col nostro racconto. Nessuno vuole la taccia di ricco, benché lo sia in effetto, e sempre più s'impegnasse di avanzare il suo peculio; soltanto soggiungiamo, che il Negozio in Trapani, si mantiene da sempre vivo, stante la comodità delle Merci trasportate, e trasportande dalle Nazioni Remote, con le quali, aumentarono il Numero dei Mercanti, i quali sono riguardati, come un Ceto Nobile, ed onorato". In merito. l'erudito Giuseppe Maria Berardo XXVI di Ferro e Ferro afferma nella sua "Guida per gli stranieri a Trapani" che un dovizioso negoziante Trapanese se ne ha un deposito in Londra per comodo di quella Compagnia. Solo l'economista Giuseppe de Welz svela la sua attività affermando che le più interessanti esportazioni di questo genere [coralli] si fanno per l'Inghilterra ad uso della Compagnia delle Indie Orientali. Il signor Salvatore Malato, negoziante trapanese, ne ha un deposito in Londra per comodo della Compagnia. Per anni, Salvatore Malato mantenne l'incarico di vice console della Nazione Britannica coinvolgendo i figli Sebastiano e Francesco che rappresentavano altri Stati.
naufragi ed avarie marittime
1811 - 1817
la redazione dell'avaria marittima di massa attiva e passiva del brigantino "Salvadore" del vice console inglese Salvatore Malato naufragato nei pressi dello stretto di Gibilterra, sulla avaria di un brigantino di Malta, sul naufragio del brigantino "los dos Amigos" dell'armatore spagnolo Louis Oliver e altro ancora.
Salvatore Malato e Co. - Rendiconto della tonnara di Favignana e Formica 1799-1804
Come sempre, i legami parentali e gli affiatamenti con amici rafforzavano le fittizie partecipazioni in società marittime ed agricole, nelle quali, molti agiati trapanesi intervennero con piccole quote del proprio capitale. Tra tante forme di società, prettamente di fatto, ricordiamo quelle costituite su partecipazioni in attività di tonnare e in società di pescagione in gabella.
Wolff & C, John e William Woodhouse, Kloj B. Meynertz, H. J. Engelbrecht, Mattia Rindavets, Vincent Minor, Nethaniel Hore, Toder Horst e Willerding, Nicolò Osterstrom, Spiridione Ducovich, Giorgio Marco Capitanich, Gustavo E. Lundstedt, Costantino Samuele Rafanesque Schomattz, Guglielmo Kempthon, Mell Pott, G. Reynier, sono questi i nomi di capitani e di commercianti esteri che hanno solcato il mare e dimorato per diverso tempo a Trapani nel primo ventennio dell'Ottocento, conosciuti e contattati da Salvatore Malato. In quel tempo, diversi debitori, per ottemperare le obbligazioni contratte, versarono la pleggeria, vale a dire una cauzione a tutela della propria solvibilità e garanzia.
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