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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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sulla processione dei Misteri

Processioni e Congregazioni



approfondimento in
www.processionemisteri.it




La processione dei gruppi dei Misteri di Trapani è una manifestazione laico religiosa trasmessaci dai nostri progenitori e sopravvissuta alle abolite processioni del Cereo e delle Bare. Inizia il Venerdì Santo con l'uscita dei gruppi dalla chiesa del Purgatorio intorno alle due pomeridiane e rientro dei medesimi la mattina del giorno successivo. Coinvolge i trapanesi e i turisti che ammirano le venti rappresentazioni artistiche della "Passione e Morte di Gesù Cristo". Nel corso dei secoli le statue sono state più volte restaurate e rifatte dagli artisti trapanesi di fine Settecento, che l'hanno rimodellate secondo i dettami impartiti dai consoli delle rispettive arti. Ciascun gruppo, posto su una vara, annacato a suon di musica e di ciaccola, è portato a spalla dai massari e da tanti appassionati per le antiche strade cittadine fino in Via G. B. Fardella e ritorno notturno al centro storico.



Nel "Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni" di Gaetano Moroni, in Venezia 1847, apprendiamo il significato della parola "mistero". - "
Mysterinm. Segreto sacro, arcanum, cerimonia religiosa. Il termine di mistero deriva dall'ebraico satar, nascondere, quindi mystar, una cosa nascosta, secreta; oppure dal greco myo (io chiudo) stoma (la bocca) come chi dicesse cosa sulla quale deve chiudersi la bocca. Quindi il nome di mistero si prende: a. Per tutte le cose nascoste, secrete, difficili od impossibili a comprendersi, sieno naturali o soprannaturali. b. Si prende più particolarmente per secreti di un ordine superiore e soprannaturale, come quelli di cui Dio si è riservato la conoscenza, e che ha qualche volta comunicato a'suoi profeti ed ai suoi devoti. c. Si prende più particolarmente per le verità che la religione cristiana propone di credere, come la Trinità, l'Incarnazione, i sacramenti e soprattutto quello dell'Eucaristia, ch'è il più sacro ed il più grande di tutti i nostri sacramenti. La Chiesa ha stabilito delle feste particolari per onorare i misteri della religione, che avea gran cura di nascondere agli infedeli, a cagione della loro profondità che li rendono impenetrabili allo spirito umano che non è rischiarato dai lumi della fede, e per quelle altre ragioni che notammo ad Arcano, a Liturgia ed altrove.


Un mio breve excursus sulla Processione dei Misteri di Trapani
tratta dalla monografia pubblicata dal ceto degli orefici trapanesi

la Congregazione del Preziosissimo Sangue di Cristo e della Divina Maria Addolorata


Se non fosse per l'esistenza della scrittura notarile, stenteremmo a credere. Eppure, oltre le due note Società del Preziosissimo Sangue di Cristo sorte in altrettante chiese con titoli diversi, centosettantasei anni dopo, rifioriva la loro designazione nel nome della Venerabile Congregazione del Preziosissimo Sangue di Cristo sotto titolo della Divina Maria Addolorata.

Divagando sui misteri

Volendo supporre una benevola volontaria contribuzione dei corallai e dei carrettieri, o per devozione o per altro motivo, rimane il dubbio su una probabile concessione dei due mistere a questi ceti in quel periodo. E ancor più stupevole è la riflessione su un nuovo ottenimento del mistere di "Cristo nello linzolo" ai corallai, che lo dimisero 49 anni prima alla Compagnia di San Michele Arcangelo, ovvero nel 1790 a causa di una crisi del settore del corallo. È il gruppo a costoro concesso nel lontano 1619, del quale abbiamo scoperto la statua di Maria e data l'inedita notizia anni fa in un sito web; mistere che fino al 1799 era portato in processione dai congregati della medesima Compagnia.



l'artistico simbolo di derisione nel mistere di Gesù Cristo incoronato di spine

Ecce Funis


il rifacimento del mistere della Prisa


gli acconci dell'Ecce Homo del 1757

gli argenti dei Calzolai


Come qualsiasi altra arte, anche quella dei calzolai rinnovava il consolato e il tesoriere. Era di prestigio e grande onore rivestire tale incarico e mantenere l'esercizio nell'interesse comune di tutti i mastri dell'arte. Il rinnovo delle cariche avveniva su votazione ed approvazione dell'intera comunità conforme ai dettami dei capitoli. Dopo, seguiva il formale incarico con scrittura notarile per la conferma dei senatori trapanesi.


Venerdì Santo di Niccolò Maria Burgio e Clavica




L'apparizione della Vergine Maria nel mistere di "Cristo nello linzolo"


Dopo centosettantuno anni e forse per avverse difficoltà economiche, il 20 febbraio 1790, i mastri del c
orpus fabricantium corallorum rimettevano alla Venerabile Compagnia di San Michele Arcangelo il Misterio di "Gesù deposto nel lenzuolo condotto a sepoltura dalla Santissima Vergine Maria, San Giovanni Evangelista, Giuseppe di Arimatea, Nicodemo e Maria Maddalena" con atto rogato dal notaio Giuseppe Anastasi. Contrariamente al contratto redatto da Ximenes in quello d'Anastasi scopriamo l'annuncio della Santissima Vergine Maria non menzionata tra i personaggi dell'antico mistere.




il mondo con le ali

Capituli dell'unione et aggregationi fra la Venerabile compagnia di S. Michaele Archangelo con la compagnia del pretiosissimo sangue dei Christo della Città di Trapane


Quotidie rixas pullulari, ovvero il giornaliero pullulare di risse e di controversie successe tra i diversi confrati della pia società del preziosissimo sangue di Cristo e della laica società di San Michele Arcangelo. Forse per questo reale motivo avvenne nel 1646 l'unione tra le due sin hora diverse compagnie esistenti nella chiesa di San Michele, dove nascevano molti disturbi.

il sigillo e la devozione a San Michele Arcangelo


sull'argento dei misteri

Anche i Consoli dell'Arte dei Venditori di fiori, che ogni anno designarono i cinque massari incaricati "ad allumare e portare il Mistero con tutte quelle obbligazioni, emolumenti, lueri, preeminenza, onori, pesi ed altri soliti alli detti massari spettanti", imposero di abbellire ed "acconciare il Mistero di detta Arte, per condursi in questa Città e addobbare con 7 pinnacchere per le teste dell'Ebrei di detto Mistero, e per resto dell'argento rinnovato in detto Mistero".



i giurati e l'intorci del 1629

Poiché qualsiasi processione non poteva celebrarsi senza l'immancabile luce delle torce, anche i giurati ogni anno vi parteciparono con torce di cera bianca, non "arsiccia" e ciascuna del peso di circa 2,5 chilogrammi. Erano già trascorsi parecchi anni esordio dei primi pasos e puntualmente i tesorieri di turno annotarono i pagamenti per l'acquisto delli intorci, di cui, il primo è stato registrato da Giacomo Settesoldi il 20 aprile 1629.

la petizione del mantello

In un registro di "copia lettere dell'Archivio del Senato di Trapani (B.F.T.) abbiamo letto il documento, ovvero la "Lettera di manutentione disposizione della Compagnia di San Michele Arghangelo e Pretiosissimo Sangue di Christo", nella quale i confrati esposero le loro ragioni a voler coprirsi con il mantello di lana. La richiesta perveniva da Trapani a Messina nelle mani di don Luigi Alfonso de los Cameros, giudice dell'Apostolica Legazia di Sicilia e Primo Inquisitoredel Santo Ufficio madrileno, vescovo di Patti in Sicilia e di Valenza in Spagna. U. I. D. "Utriusque Iuris Doctor", letteralmente "dottore in entrambe le leggi", don Luigi Alfonso de los Cameros è stato definito dal suo biografo "un gran defensor de la inmunitad dela Iglesia" e come tale si comportò nel suo episcopato in Sicilia.


l'orto di Pisciotta e di Salzillo

"Cristo nell'orto" è il gruppo tra i più interessanti dei diciotto che rappresentano la passione di Cristo. Non sappiamo in quale anno è stato modellato da Pisciotta, in tardo stile barocchetto e in che modo prevale, in quest'opera di profonda contemplazione, la scena che arriva al cuore delle masse. Forse l'artista non ha modificato l'opera seicentesca dalle forme contenute che consta di cinque personaggi, Cristo e l'Angelo con attorno ai tre apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo, riportando nella scultura la consueta disposizione dei personaggi raffigurati in dipinti d'artisti, come, Nicola Correia, che nel suo "Cristo all'orto", oltre a raffigurare l'orazione, abilmente preannuncia la presa del Nazareno nella scena posta in alto e a destra del proprio dipinto.


"li battenti che si batterono a sangue"

Era il cinque aprile 1612, giorno antecedente il rogito dell'atto di concessione del mistere detto del Calvario, quando Francesco Parisi ricevette l'oblazione di due onze pagate da Pietro Monaco, tesoriere pro tempore del senato trapanese. Il giovane governatore accettava il denaro che integrava le spese della processione dei primigeni gruppi dei Misteri condotti in processione chissà da quali mastri e tacitamente si obbligava di dare prova di quanto ricevuto con apposita quietanza detta "riciputa" redatta sotto forma d'apoca notarile.


il misterio dell'ultima cena

Gli anni passarono e non si sa se il mistere "dell'ultima cena" è stato costruito o è andato distrutto. Di certo, la lettura dei documenti che abbiamo trascritto ci lascia la traccia di un mistere che doveva in ogni caso anteporsi a quello detto della "Licentia o Spartenza". La sua probabile realizzazione avrebbe sconquassato un secolo di "pacifica" osservanza della norma dettata nel contratto di concessione del mistere agli argentieri, che stabiliva in perpetuo agli orefici di andare in processione con il proprio mistere, come primo e davanti a tutti e forse, per questo motivo non è stato realizzato.




la guarentigia dell'ordine pubblico

Il Sindaco chiese all'Intendente l'elenco delle strade "che dovrà percorrere [la processione] onde possa avvertirne il pubblico", richiesta rinnovata di anno in anno per essere certo che "la detta processione dovrà percorrere le stesse strade nell'anno scorso". Sembra che avesse preoccupazione che si mantenesse il medesimo itinerario, senza alcuna variazione del percorso e dell'orario, come avvenuto per le pregresse processioni indipendentemente dai voleri di notabili, influenti personaggi, badesse e rettori che si compiacevano di veder sfilare i sacri gruppi dei Misteri sotto i balconi del "quarto nobile" delle loro abitazioni, monasteri e conventi.


1828 - il ceto degli orefici diserta la Processione

Il comportamento di non "aprire" la processione con gli altri gruppi è stata un'offesa rivolta alle maestranze e al direttivo della Compagnia di San Michele Arcangelo, che per più anni mitigava le liti e le discussioni generate all'interno dei consociati. Ottemperando all'antica clausola contrattuale mantenuta in jure dai governanti delle dinastie succedutesi nel corso di duecento anni, il superiore della Compagnia avanzava la punizione dei trasgressori che violarono il principio fondamentale dell'associamento di venti mastri con torce in mano e la conseguente coercizione di costringerli al pagamento soprattutto del danno morale arrecato all'intera comunità trapanese.


i puttini di Pisciotta


I mastri, consoli dell'arte dei sarti, ricompensavano l'artista "pro pretio di numero quattro puttini di legname pro servitio Bara artis", intendendosi per bara quella che si portava in processione con l'immagine del santo patrono in agosto, durante il festino della Madonna e non la vara del mistero della "deposizione", che da un primo acchito sembra intuirsi.

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