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Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Teatro e Belle Arti

Trapani Invittissima

l'accordo tra due violini

Mazzetti, inoltre, lo gratificò concedendogli graziosamente la donazione di tutte le sue carte di musica d'ogni sorte che in tempo di sua morte in casa si troveranno in segno di tutta la riconoscenza, gratitudine, e benevolenza insieme, e così pure di patto, e non altrimenti. Ritroviamo l'anno dopo i due violinisti musici nelle rappresentazioni d'opere buffe nel teatro di San Gaspare di Trapani. ….

l'Anticristo, Enoc ed Elia

Pare che l'agostiniano scalzo trapanese conoscesse ed abbia assistito a similare rappresentazione sul "ludus de Antichristo" a Trapani, di cui non si ha alcuna traccia eccetto che un'indicazione su tale evento da noi trovata in una nota inserita in una scrittura notarile del 24 luglio 1771. Dalla descrizione "delle robbe di teatro" vendute da Giacomo Accardo al sacerdote Giuseppe la Bruna (ingegnere del senato trapanese) si evince che alcuni "sacchi" o toniche servirono ad attori che impersonarono l'Anticristo, Enoc ed Elia, a chi vestì "un mantello color celeste" e "quattro abiti all'ebrea".

l'opera buffa nel teatro San Gaspare (INEDITO)


Da scritture notarili abbiamo estratto le vicende e gli avvenimenti di fine Settecento nel teatro di San Gaspare di Trapani, non tralasciando i contratti, le figure degli impresari, l'orchestra e le opere buffe e comiche perdurate fino alla soglia dell'Ottocento.


Cinque massoni tra i fondatori del teatro di S. Antonio di Trapani


cinque massoni trapanesi della Loggia la "Vittoria", insieme ad altri notabili, istituirono una associazione culturale per la rappresentazione di commedie e recite nella stagione 1772-1773. Trascrizione dell'alberano e notizie sui transunti per la messa in mora del pro secreto Salvatore Ferro.

l'antifonario nascosto


Esistono ancora "miniere da scavare" nei depositi degli archivi statali e particolarmente in quello di Trapani, dove spesso, si trovano antifonari usati dai notai come copertine per rivestire le proprie minute. Nel corso della nostra ricerca archivistica n'abbiamo riscontrato parecchi con neumi, di carta pecudina e ridotti in pessimo stato.


1840 il rinnovo del concorso della Commissione d'Antichità e di Belle Arti


Con manifesto a stampa, nel 1840 si rinnovava l'esposizione delle opere d'arte realizzate da pittori, scultori ed architetti presso la regia Commissione di Antichità e Belle Arti di Palermo. Nella parte introduttiva del manifesto, tra diversi noti artisti isolani si cita "un Tipa", senza ombra di dubbio il trapanese Alberto Tipa, che tenne gelosamente fino alla morte la statua in avorio nata dalle sue preziose mani, ovvero il "San Michele che discaccia i demonj", donata nel 1801 dagli eredi a Ferdinando I Re delle Due Sicilie



1843 l'inventario delle opere artistiche trapanesi


Il 24 settembre 1843 l'intendente Filippo Laurelli pubblicava nel Giornale d'Intendenza di Trapani la circolare sulla "formazione di un

inventario degli antichi monumenti di storia e d'arte". L'avviso riportava integralmente quanto disposto dal ministro Nicola Santangelo, che caldeggiava la conservazione e l'inventario delle opere artistiche presenti nei luoghi pubblici e nelle chiese, l'elenco di antichi monumenti con particolareggiata descrizione, e nel contempo, vietava a chiunque non fosse autorizzato a fare copia dei medesimi.

Preziosi spartiti di musica sacra di un Maestro di Cappella (Stefano Pollina)


Per i cultori di storia e di musica trascriviamo integralmente i due documenti a firme autografe (e con
tacto pectore) dei citati prelati con l'augurio d'aver aggiunto una novità mancante nel panorama storico della musicologia e concertistica sacra trapanese.

Per la missione in Roma di tre alunni siciliani onde perfezionarsi nelle arti belle


Nel 1842 la Commissione di Antichità e Belle Arti, rendeva pubblicamente noto il real decreto con il quale era indetto il concorso per studi di perfezionamento a Roma di tre studenti, che nel corso di quattro anni, avrebbero migliorato la conoscenza nella pittura, nella scultura e in architettura, con il godimento di una pensione per sei anni.

il notamento delle musiche sacre


L'autorità prescelta al controllo o all'innovazione non si limitava soltanto a ricomporre periodicamente il notamento e controllare i cosiddetti "libri proibiti", ma si prodigava anche a riordinare la conduzione della pubblica istruzione e di altri istituti, specialmente a controllare le casse delle abolite Opere Pie.

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