Nuova Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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Trapani Invittissima

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Il letterato Niccolò Maria Burgio e Clavica

Leggere il suo diario significa ripercorrere gli avvenimenti che ha annotato pazientemente e vedere momenti passati con i suoi occhi di testimone oculare. Senatore e uomo politico, Nicolò Maria Burgio e Clavica (Niccolò com'evidenziato nel suo autografo) era fine letterato, cultore del melodramma e scrittore di se stesso.



L'agostiniano scalzo Benigno da Santa Caterina
(INEDITO)

Nel corso di diverse pubblicazioni ho più volte menzionato e riportati trafiletti o esposizioni di Benigno da Santa Caterina, contenute nei suoi due manoscritti di "Trapani Sacra e Trapani Profana", ricchi di dettagliate notizie sulla nostra città e sul passato, che rappresentano testimonianze provate e confrontabili con diverse scritture notarili. Il canonico Fortunato Mondello asserisce che Vito Catalano al secolo Benigno da Santa Caterina, agostiniano scalzo, nacque a Trapani nel 1743 e vi morì nel 1815. Benigno dimorò per parecchio tempo nel convento della chiesa dell'Itria, l'antica chiesa nota come di Gesù, Giuseppe e Maria, ora dedicata a Santa Rita da Cascia.



Domenico Nolfo, servo di Dio

Il sacerdote Domenico Nolfo abitava nel quartiere di San Lorenzo, sebbene avesse un'altra dimora nell'isola trigesima della chiesa di Custonaci e Spirone, accostata alla Porta di San Giacomo e a scirocco, nel cortiglio di Casabianca. Era profondo conoscitore dell'Arte Medica; medico fisico dal 1737 nell'Ospedale di S'Antonio e poi nel 1750, medico ordinario nel medesimo ospedale. Spesso dall'esercizio di sua Professione veniva astretto a frequentare Donne impure, di beltà dotate, di maniere, scaltrezza, di lusinghe, di attrattive, e di quanto è atto a far crollare la più soda costanza, ed Egli ache Giovane, sempre forte, e costante col suo contegno le mettea in soggezione, e colla sua presenza discacciava ogn'ombra, e le componea.




Il capitalista don Salvadore Malato
(INEDITO)

Nella volta del quarto nobile, Don Salvadore fece affrescare la scena raffigurante il commiato di Ettore da Andromaca e dal figlio Astianatte alle porte Scee, opera pittorica neoclassica che attribuiamo a Giovanni Lentini. L'affresco è stato rimosso e distrutto alcuni anni fa per far posto a "decorose" griglie d'impianto d'aria condizionata. Su quest'opera, della quale conserviamo uno schizzo a matita, è opportuno segnalare il giudizio di uno pseudo-critico d'arte marsalese che la attribuisce al sacerdote Domenico La Bruna, ahimé, scomparso parecchi anni prima e sul finire del Settecento.



I capitoli matrimoniali
di Giuseppe Marco Calvino

Nel libro, l'autore cita il nonno Nicolò e non il vero Marco, sconoscendo Nicolò Scichili, suocero del poeta. Lo troviamo attore nel capitolo matrimoniale rogato nel 1806, tra il ventenne Giuseppe Marco che prometteva promessa di matrimonio con la diciottenne Maria Scichili, orfana della madre Margherita Palumbo. Nicolò è stato confuso con un Don Marco, anch'esso possidente, vegetario, da noi accertato in più atti notarili nella seconda metà del Settecento.



"Morte di Silvia" di Giuseppe de Luca
(INEDITO)

Curiosamente Giuseppe De Luca è morto a quarantadue anni nel 1797, un anno prima della nascita di Giacomo Leopardi, autore della canzone "A Silvia". Nella poesia "Morte di Silvia", De Luca manifesta il dramma dell'amante di Silvia, morta in giovane età per la ferita mortale dello sparo di un'arma da fuoco. Non sappiamo se questa poesia è una traduzione di un poeta straniero o rappresenta un lato biografico nascosto del letterato trapanese. La trascriviamo senza alcun commento nella sua toccante tragicità.


Giuseppe Osorio, un ottimo diplomatico

Tra i varj Cavalieri Siciliani, che si ascrissero alla compagnia reale delle guardie del corpo sabaudo, si distinse moltissimo Don Giuseppe Osorio Alcàron. Nacque egli in Trapani da una famiglia decorata delle primarie cariche sì nelle Spagne, che in Sicilia. Ricevè le acque battesimali in S. Lorenzo ai 22 settembre 1697. Esente da quelle passioni, e da' quei vizj contaminatori della gioventù, attese assai tenero ad apprendere in questa sua patria e le lettere, e l'arte del dire. Penetrò egli inoltre nel gabinetto delle scienze Filosofiche, ed in quello delle Matematiche.



in ricordo del professor Antonio Buscaino


Antonio Buscaino, noto personaggio "cittaro", era unico nel suo genere, affabile e disponibile con tutti, anche con quelli che l'hanno contattato per approfondire particolari tesi, soprattutto sui Misteri e sulla storia patria di Trapani, che l'ha visto sempre al posto di "comando" d'arzillo ammiraglio.




Don Nunzio Venuto, primo milionario di ragion contante di Trapani
(INEDITO)

Nell'incontrastato mondo affaristico trapanese di fine Settecento emerse la figura di Nunzio Venuto, indiscusso protagonista citato da Giuseppe Maria Fogalli come primo milionario commerciante di ragion contante in Trapani. Abitò con la famiglia e per pochi anni il settecentesco palazzo già di Giacomo Riccio di Morana, acquistato e riadattato in stile neoclassico, nella strada della Rua Nuova, da me considerato pelli Benfatti in esso fatte pella somma di onze duemila, cioè la stessa Casa, o sia Palazzo dal Signor Giuseppe Scichili ed Ilari mio Suocero comprata [intorno al 1801] e dallo stesso con tutti li Benfatti venduta a me in forza delle mie scritture, avendosene da me al medesimo pagato in contanti l'equivalente prezzo .....



Nicolò Fiorentino, chirurgo da ricordare


l'erudito Giovanni Marino, medico trapanese


su alcuni consoli trapanesi d'altri tempi
Salvatore Malato, Sebastiano Malato, Giuseppe d'Alì


la giovane vittima del terremoto di Catania del 1693
su Giuseppe Antonio Tobia (1670-1693)


il venerabile fra Santo di San Domenico


La stuzzichevole scultura di Alberto Noto (INEDITO)



un patrizio devoto di Santu Patri
Stefano Fardella Mocharta


Sulla famiglia Patrico


Turillo di San Malato e le sue avventure amorose


Leonardo Orlandini sommo storico


Giovanni Biagio Amico architetto prattico


Leonardo Ximenes sommo idraulico


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