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Il sarcasmo di William Henry Smith
L'eccessiva dimostrazione devozionale può generare idolatria. Nel 1824, William Henry Smith dando alla stampa la sua "Memoria descrittiva delle risorse, abitanti e idro geografia della Sicilia", approfondiva in diversi capitoli la propria conoscenza sui costumi e sulle contraddizioni dei Siciliani. Dopo aver esposto sulle istituzioni religiose e sulle confraternite, l'esploratore esprime il suo sarcasmo nel mostrare alcune analogie pagane nella religione cristiana. Il brano da noi tradotto, mostra lo Smith profondo conoscitore dei riti sacri di purificazione e delle offerte a deità dell'antica Roma. Lo scrittore raffronta e ne addita l'antica somiglianza con la religione cristiana e critica la credenza popolare di quel tempo. In modo esagerato, disapprova alcuni riti sacri e la credenza nei santi confrontandoli con quelli pagani. Sostenitore della primaria cristianità avulsa a decadenti processioni penitenziali e propiziatorie ancora celebrate, Smith afferma che le sue osservazioni, sebbene rigorose, sono il risultato della sua attenta considerazione "non dettata da un sentimento indisponente o intollerante" (not are they dictated by any unfriendly or intolerant feeling).
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