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la maramma di San Michele del 1429
1429 - L'economo Riccardo de Bennitandi dava quietanza e liberalità della donazione e si obbligava nei confronti di Nicolò la Rocca ad usare il denaro ricevuto per la maramma della Chiesa, assumendo in proprio eventuali danni scaturenti da uso improprio e sotto vincolo di giuramento.
Nel 1759, due decoratori palermitani predisposero un apparato nella chiesa delle Anime del Purgatorio. Nell'apoca del tre settembre, redatta dal notaio Giuseppe Maria Genova, il procuratore dell'omonima congregazione Giovanni Ciambra li incaricava a parare la chiesa per l'imminente festività delli Defonti sotto la supervisione del sacerdote e pittore Domenico la Bruna, con i consueti pampinigli e piccoli specchi, con tessuti dai colori sgargianti e non scuri.
la scampata invasione del 1654
Il 27 ottobre 1655, il mazziere del senato trapanese, Pietro Zubbia, leggeva il pubblico bando nella strada della Loggia sulla scampata occupazione della città da parte dell'armata francese. L'anno prima e precisamente il 30 ottobre, comparve nelle vicinanze di Favignana la flotta francese comandata da Enrico di Lorena duca di Guisa fuggito da Napoli.