Trapani Invittissima di Salvatore Accardi

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www.trapaniinvittissima.it Sito web di interesse storico e culturale sulla Trapani antica con testi archivistici inediti di Salvatore Accardi





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1624 - sulla cappella e prima processione generale in onore di Sant'Alberto


... E per ragione di voto, d'elemosina e in nome della cittadinanza, i giurati destinarono per due volte l'elargizione di quaranta onze da pagarsi il primo settembre 1626 e 1627 per migliorare la cappella del Santo, con spostarne l'assetto simile alla disposizione della cappella di San Vito, cioè da est verso ovest, preservandone la sua cella e con obbligo di collocarvi lo stemma della città. E concordemente stabilirono che da quell'anno i futuri loro successori s'impegnassero ad organizzare il festino in onore di Sant'Alberto con le consuete luminarie e festoso apparato oltre la processione generale con intervento del clero.






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Disquisizione sulla Torre dei Pali


Probabilmente la torre era il luogo oltre il quale si svolsero i tornei del palio o pallio, il cui plurale è pallii ovvero "palij", nel disteso piano antistante ancora non occupato dal fossato di levante. Benigno da Santa Caterina, descrivendo il quartiere di San Pietro, individua il luogo della torre nell'isola Catito, zona dell'antica Giudecca, a fianco il palazzo della famiglia Ciambra.





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Sant'Eligio Vescovo di Noion di dipinto da Matteo Mauro

Descrivendo la chiesa di San Pietro, Benigno da Santa Caterina attesta che in due cappelle erano collocati i quadri "dell'Arcangelo Raffaele e S. Eligio, figure di sproporzionata grandezza, uscite dal pennello del nostro Matteo Mauro, professore di disegno nella già accademia degli studi". La notizia non è confermata da Fortunato Mondello, che sembra l'abbi evitata non avendo prova in merito. In un transunto notarile riscontriamo l'inserzione del contratto di committenza del quadro di Sant'Eligio, protettore dei ferrari e chiavitteri trapanesi. L'artista realizzò la tela dietro il compenso di cinquanta onze, una cifra ragguardevole in quel tempo e con la scena del miracolo di Sant'Eligio che spezzò le catene d'alcuni prigionieri nelle carceri di Diest[?] in Fiandra, nelle vicinanze di Bruges.





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Ringraziando il dott. Danilo Gianformaggio per la cortese annotazione di questo nostro editoriale nella sezione "biblioteca - fonti" del sito www.torreoscura.it, si propone il testo scritto nel 2009, ancor prima del restauro effettuato sull'orologio dell'antica porta di Trapani.

L'orologio della Loggia


Sul finire del 1500 i giurati trapanesi si riunivano nella chiesa di Sant'Agostino, loro "domo" ed occasionalmente fecero consiglio nella ristretta casa adiacente la Torre Oscura e in un'angusta stanza adattata ad aula consiliare, prima che alcune case collaterali fossero annesse nell'unico stabile della "casa della Città".





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Sui baluardi e sulle porte di Trapani


Con l'abbattimento delle mura e l'assegnazione dei suoli pubblici avvenne l'espansione della città nella parte orientale fino alle falde del monte Erice e la ramificazione nei luoghi, allora, d'aperta campagna. Ma, com'era Trapani prima che avvenisse tale cambiamento architettonico ed urbano? Troviamo una sommaria ma interessante descrizione dell'antica città nelle pagine del manoscritto di Benigno da Santa Caterina (Trapani Profana) e del patrizio d'antica casata Giuseppe Maria Ferro e Ferro autore della "Guida per gli stranieri in Trapani". Al "capo I" di pagina 121 della guida, lo scrittore ci apre le porte della città e descrive i baluardi.





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La vara dei Pescatori

Oltre le consuete processioni in onore dei santi, quella del Corpus Domini, la processione del Cereo e l'altra dei gruppi dei Misteri si svolse in passato anche la processione cosiddetta delle Bare in onore di Maria Santissima di Trapani, che salvò la città dal terremoto. Le bare o percoli erano grandi apparati di legno adornati con fregi e ghirigori, corredati di lumi che si trasportavano a spalla o spinti a mano, sui quali si collocava l'immagine del santo portata in processione. Tra quelle appartenute a ciascuna maestranza e portate in processione dalla città fino alla basilica dell'Annunziata, una di particolare bellezza sembra sia stata quella dei pescatori che è stata minuziosamente descritta in due apoche notarili.





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1622 - 1628, il contagio della peste


Il naviglio approdato due giorni prima con equipaggio e diciassette veneziani riscattati dalla schiavitù, tra l'altro trasportò barracani, ovvero vestimenta tessuta con lana o cotone, ideale incubatrici del bacillo della peste.





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I documenti, bisogna ricordare, non sono la Storia, ma gli elementi che contribuiscono a fare la Storia. Presi singolarmente, essi dicono solo parte della verità, e talvolta, una parte molto fuorviante. (Denis Mack Smith)




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www.processionemisteri.it di Salvatore Accardi un sito diverso sulla vera storia della processione dei Misteri di Trapani, sui contratti di concessione tratti da documenti archivistici; foto e video.


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